“Non vedo perplessità nel governo italiano sull’acquisto di armi americane per l’Ucraina“, lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine della ministeriale G7 in Canada. Il titolare della Farnesina resta convinto che non ci siano tensioni di alcun tipo né all’interno dell’Esecutivo, né nei rapporti tra Roma e Washington. A far sorgere qualche dubbio sulla questione era stata la decisione di Palazzo Chigi di inviare il ministro della Difesa, Guido Crosetto, a discutere con il suo omologo Usa a Washington sul tema.
Oggi, poi, lo stesso Crosetto ha annunciato che il viaggio è stato annullato e che, in quella stessa data, prenderà parte alla riunione E5 a Berlino per discutere del nuovo pacchetto di aiuti da inviare a Kiev. Una serie di mosse che avevano fatto pensare che alla Casa Bianca fossero giunte voci sulla contrarietà della Lega, partito di maggioranza di governo, sul piano Purl – che prevede l’acquisto di armi Usa da parte di Paesi europei in favore dell’Ucraina – e sull’aumento delle spese di difesa fino al 5% del Pil.
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Una possibilità che oggi è stata fortemente respinta dallo stesso Tajani, il quale ha sostenuto che al momento non vi sono particolari preoccupazioni sul tema. “Vedremo cosa si dovrà fare, lo faremo tutti insieme. Il Presidente del Consiglio parlerà con Crosetto“, ha dichiarato il viceopremier, sostenendo comunque che quelle attuali sono valutazioni che non esulano dall’ordinario, ma che devono essere fatte “per evitare di commettere errori“.
Sull’annullamento della visita di Crosetto a Washington, poi, Tajani ha rimarcato che “non c’è nulla che possa mettere in discussione un rapporto amicale con gli Usa, ribadito dal mio incontro con Rubio qui in Canada“. Il ministro sembra dunque particolarmente tranquillo, tanto da far pensare che quelle di questi giorni siano state delle semplice speculazioni.
Ucraina, Tajani: “L’Italia pronta a fornire ogni assistenza possibile”
Per quanto riguarda, invece, lo scandalo corruzione che ha investito l’Ucraina e portato alla dimissione del ministro della Giustizia e dell’Energia, Tajani ha voluto evidenziare come il ministro degli Esteri ucraino, Adriy Sibiha abbia rassicurato i partner del G7 sull’impegno nella lotta alla corruzione. “Ci ha assicurato che le cose stanno cambiando, sono stati fatti dimettere coloro che erano stati colpiti dalla vicenda“, ha spiegato Tajani, aggiungendo che l’Italia si è detta pronta a sostenere Kiev anche in questa battaglia, in vista della sua futura adesione all’Unione europea.
Sempre rimanendo in Ucraina, il nostro Paese ha anche annunciato la volontà di sostenere l’Ucraina in un momento di forte crisi energetica, causata dall’attacco delle truppe russe alle infrastrutture di questo settore nel Paese. Tajani ha spiegato che il governo ha valutato l’ipotesi di fornire a Kiev nuovi generatori per riabilitare le centrali elettriche colpite.
“Siamo pronti a fornire ogni assistenza possibile“, ha sostenuto, aggiungendo che il 12esimo pacchetto di aiuti militari avrà anche lo scopo di evitare che conseguenze simili si manifestino nuovamente. Serve ricordare che il nostro Paese ha già stanziato finora oltre 100 milioni di euro per la resilienza energetica ucraina, tra contributi e crediti di aiuto per la ricostruzione del sistema energetico, la transizione verse e la protezione delle infrastrutture critiche.
In questo quadro, poi, Tajani ha ribadito l’impegno italiano al sostegno dei programmi Safe ed Edip per il rafforzamento delle industrie della difesa europea e ucraina. Sulla questione del possibile utilizzo dei fondi russi congelati, invece, l’Italia non ha ancora preso una decisione definitiva. Il governo sembrerebbe aperto alla possibilità, ma solo nella consapevolezza che questo utilizzo non vada a collidere con i principi della legalità e della stabilità dell’area dell’Euro.
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