L’Italia guarda con crescente attenzione allacrisi nelloStretto di Hormuze si prepara, insieme aglialleati europei e internazionali,a un possibile contributo per il ripristino dellasicurezza marittima nell’area. A ribadirlo, durante le audizioni davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, sono stati il ministro degli EsteriAntonio Tajanie il ministro della DifesaGuido Crosetto.
Per Tajani, la libertà di navigazione rappresenta unapriorità strategica globale.“Hormuz deve tornare a essere unoStretto internazionale libero e aperto: è nell’interesse dell’Italia, dell’Europa e del mondo”, ha dichiarato, sottolineando come Roma abbia “interessi vitali nel Golfo” sul piano energetico, commerciale e geopolitico.
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Il titolare della Farnesina ha ribadito che l’Italia continuerà a muoversi “in stretto raccordo con ipartner europei, del G7 e con le organizzazioni multilaterali”, evidenziando come la crisi rischi di produrre nuove instabilità e nuovi flussi migratori verso l’Europa.
Crosetto: “Serve prepararsi ora per intervenire domani”
Crosetto ha invece illustrato gliaspetti operativi della pianificazione militare.Secondo il ministro della Difesa, qualora si arrivasse a una stabilizzazione dell’area, alle unità navali occidentali servirebbe circaun mese per raggiungere il Golfo Persico. Per questo motivo, l’Italia starebbe predisponendo unpreposizionamento prudenziale di alcuni assetti specialistici.
Tra le opzioni allo studio vi è l’invio didue unità cacciamine della Marina Militareinizialmente nel Mediterraneo orientale e successivamente nel Mar Rosso, nell’ambito delle missioni già operative “Mediterraneo Sicuro” e “Aspides”.
“Prepararsi oggi per intervenire domani è una scelta di responsabilità”, ha spiegato Crosetto, chiarendo però che qualsiasi eventuale partecipazione italiana a una missione internazionale dovrà essere autorizzata dal Parlamento.
Secondo il ministro, oltre 40 Paesi stanno valutandoforme di contributo a una futura operazione multilaterale per garantire la sicurezza della navigazione a Hormuz. Ventiquattro avrebbero già dato una disponibilità preliminare, soprattutto per attività di sminamento navale.
Teheran non può avere armi nucleari
Nel suo intervento, Tajani ha inoltre ribadito la linea del governo sull’Iran: “Teherannon può dotarsi di armi nucleari né di sistemi missilisticicapaci di minacciare la regione”. Il ministro ha accusato il regime iraniano di continuare la repressione interna e di colpire indiscriminatamente obiettivi civili nei Paesi del Golfo.
Il ruolo della diplomazia e il richiamo a Papa Leone XIV
Parallelamente, il governo italiano insiste sullanecessità di mantenere aperta la via diplomatica. Tajani ha sottolineato il ruolo chiave dei partner regionali e della Cina, ritenendo “essenziale” l’impegno diPechinoper favorire una soluzione politica.
Il ministro degli Esteri ha anche richiamato il magistero diPapa Leone XIV, sostenendo che “costruire ponti attraverso il dialogo e l’incontronon è solo un dovere morale, ma l’unica via per una pace duratura”.
L’Italia, ha concluso Tajani, è pronta a fare la sua parte in una futura missione multilaterale per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, ma soltanto “dopo la cessazione definitiva delle ostilità”.
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