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Strage di Bologna, fischi in piazza rivolti a Nordio: “Si legga il piano della P2”

Durante il suo intervento Paolo Lambertini, presidente dei familiari delle vittime, ha ricordato il Piano di rinascita democratica associato alla loggia P2, sostenendo che il Guardasigilli “lo deve conoscere”, collegandosi anche al referendum del 22 e del 23 marzo scorso

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La pagina più nera del neofascismo italiano e dei pezzi dello Stato che tradirono la Repubblica”. La richiesta diPaolo Lambertini, presidente dell’ Associazione dei familiari delle vittime, è chela strage di Bolognavenga definita con queste parole. Esattamente 46 anni fa, l’attentato alla stazione ferroviaria del capoluogo emiliano provocò la morte di 85 persone ed oltre 200 feriti. Quest’anno, il tradizionale corteo che si è svolto nel centro cittadino è stato particolarmente partecipato.

Ed è proprio in questa cornice che durante il suo intervento dal palco della stazione di Bologna, Lambertini chiede una ricostruzione “rigorosa ed onesta” dei fatti, iniziando poi il suo discorso che ha portato ai fischi in piazza rivolti contro il ministro della Giustizia,Carlo Nordio. Il presidente dell’associazione ha iniziato ricordando ilPiano di rinascita democratica della P2, la loggia segreta massonica guidata da Licio Gelli, dichiarando che “su quello stesso documento è indicato come obiettivo anche il Presidenzialismo”.

Strage di Bologna, Lambertini: “Nordio si legga quel piano per cortesia”

Lambertini specifica che quel progetto era “volto allo stravolgimento dell’assetto costituzionale nato insieme alla Repubblica ottant’anni fa, come frutto della Resistenza partigiana antifascista”. Poi le parole che hanno scatenato ifischi contro il Guardasigilli: “Noi non possiamo permetterci di fare come il ministro Nordio che ha dichiarato di non conoscere il piano di rinascita democratica. Lo deve conoscere quel Piano signor ministro.Se lo legga per cortesia!”.

Il presidente dell’associazione in particolare parla delreferendum del 22 e 23 marzo scorsi: “Le tornerà in mente che la separazione tra funzione requirente e giudicante e il depotenziamento del Consiglio superiore della magistratura, con la conseguenza che quest’ultimo avrebbe dovuto rispondere al Parlamento anziché restare indipendente, erano propriopunti del Piano di rinascita democratica”. Poi il presidente dei familiari delle vittime prosegue rimarcando: “Il presidenzialismo, riproposto dal presidente del Consiglio Craxi già nel 1981 lo aveva da sempre sostenuto il segretario missino Giorgio Almirante, che ancora oggi viene ricordato come grande statista e uomo politico, dimenticando e omettendo parti rilevanti della sua vita politica”.

Nel quadro delle dichiarazioni rilasciate, EllySchleinsottolinea: “Non permetteremo che si provi a riscrivere la storia…Si prosegua nella ricerca della verità”. Il presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, ha descritto quel 2 agosto del 1980 come “una dellepagine più buie e drammatiche della storia nazionale”.

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