Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, in occasione della Giornata Nazionale dello Spazio, ha colto l’occasione per sottolineare come in ambiti quali l’esplorazione spaziale, la fisica nucleare, la medicina e le biotecnologie, l’Italia si sia affermata come un riferimento centrale nella scienza e nella tecnica del secolo scorso. L’argomento è stato affrontato durante un’intervista a Il Resto del Carlino, in cui Urso si è soffermato sul tema dello spazio.
La Giornata Nazionale dello Spazio commemora il primo lancio di un satellite italiano, il San Marco 1, realizzato nel 1964 e portato in orbita con successo il 15 dicembre di quell’anno. Questo evento rappresenta una pietra miliare che testimonia quanto profondamente l’Italia sia legata all’esplorazione spaziale. Urso, durante l’intervista, evidenzia la necessità di attribuire gran parte del merito alla scuola di Luigi Broglio e alle all’eccellenza delle Università italiane, grazie alle quali siamo riusciti a tracciare il cammino per scoperte straordinarie.

Spazio, Urso: “L’Italia è stata la terza Nazione a raggiungere lo spazio dopo l’URSS e gli Stati Uniti”
Per la Giornata Nazionale dello Spazio, Adolfo Urso ricorda come l’Italia sia stata la terza nazione a raggiungere lo spazio dopo l’URSS e gli Stati Uniti, portando avanti sin da allora uno scenario fertile per nuovi talenti e un’industria nazionale del settore, oggi vera eccellenza del panorama industriale italiano. Il ministro evidenzia il primato dell’Italia anche nell’ambito della partecipazione all’Agenzia Spaziale Europea (ESA). Il nostro Paese ha investito 3,5 miliardi di euro, registrando un incremento del 13% rispetto agli impegni precedenti: questo balzo ha permesso di finanziare tutti i programmi strategici per l’Italia, tra cui sistemi di lancio, esplorazione spaziale e osservazione terrestre.
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Urso ricorda i traguardi raggiunti di recente: l’inaugurazione di quattro Space Factory finanziate dal PNRR a Torino, Milano, Roma e Bari; il ritorno in operatività del vettore Vega C; lo storico accordo con la Francia per l’utilizzo esclusivo dello Spazioporto della Guyana francese; l’apertura del sedicesimo distretto industriale in Abruzzo e il potenziamento della base di telerilevamento del Fucino. Tra i progetti innovativi figurano anche la costruzione dell’osservatorio FlyEye dell’ESA in Sicilia e una nuova missione per la base spaziale di Malindi, in Kenya, nell’ambito del Piano Mattei. Qui prenderanno forma percorsi formativi per tecnici e astronauti africani.
Da segnalare infine l’approvazione della legge nazionale sullo spazio, che introduce per la prima volta una regolamentazione delle attività dei privati con misure finanziarie a sostegno di start-up e PMI. L’Italia è all’avanguardia anche per quanto riguarda le costellazioni satellitari: con l’Alleanza Bromo, siglata tra le principali aziende spaziali di Francia, Germania e Italia, è stata delineata una visione strategica mirata a garantire l’autonomia europea nel settore delle costellazioni satellitari. Grazie a queste collaborazioni intergovernative, sono stati progettati sistemi satellitari condivisi per garantire sicurezza e difesa.
All’interno del consorzio internazionale guidato da Leonardo insieme ad Airbus e Thales, è stata creata una realtà globale al servizio dell’Europa. Secondo il ministro Urso, lo Spazio costituisce il cuore pulsante della prossima rivoluzione industriale. L’Italia, forte di una filiera completa che spazia dai lanciatori ai satelliti fino ai sistemi di telerilevamento terrestre, continua a ricoprire un ruolo guida su scala internazionale. Infine, un obiettivo simbolico ma già in lavorazione lascia intravedere uno scenario ambizioso: avere un astronauta italiano sulla Luna come passo verso l’inizio della colonizzazione dello spazio.
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