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Sondaggio Swg, dopo le Regionali crescono Pd e M5S: male la Lega che scende al 7,9%, FdI arroccata sul 31,1%

Secondo l'ultimo voto, sono tre le Regioni che sono sotto il controllo del centrodestra e tre del centrosinistra. Un pareggio che ha rinvigorito il campo progressista, che ha già promesso un intenso lavoro sull'agenda da presentare in vista delle prossime votazioni

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Il mese di dicembre si apre con una stagione politica rinnovata. Le elezioni Regionali si sono concluse definitivamente e gli schieramenti politici sono ora del tutto concentrati sulle prossime Politiche. Il sondaggio politico di Swg per La7 si dimostra quindi fondamentale per comprendere come le ultime settimane di sconvolgimenti e improvvisi cambi di linea politica abbiano effettivamente modificato le abitudini di voto dei cittadini.

In tempo di Legge di Bilancio sembra impossibile non prendere in considerazione come le varie voci sulle possibili norme da inserire nel testo abbiano in qualche modo influenzato i cittadini. La possibilità di un nuovo condono per gli immobili non a norma, così come le discussioni sulle pensioni, gli stipendi alle forze dell’ordine e l’interventismo delle banche, pesano ovviamente sulle scelte dei cittadini alle urne.

Le stesse vittorie o sconfitte in sede di Regionali, poi, danno un quadro chiaro del modo in cui i vari partiti vengono percepiti dal popolo. Le 6 elezioni hanno portato ad una situazione di parità. Sono tre le Regioni che sono sotto il controllo del centrodestra e tre del centrosinistra. Un pareggio che ha rinvigorito il campo progressista, che ha già promesso un intenso lavoro sull’agenda da presentare in vista delle prossime votazioni.

Sondaggio, i risultati dei partiti politici

Secondo il sondaggi di Swg per La7, le ultime settimane hanno portato maggiori consensi ai partiti di opposizione, mentre nel centrodestra l’elettorato resta più stabile e arroccato sulle percentuali registrate negli ultimi mesi. Fratelli d’Italia, il partito guidato dal Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, si ferma su risultati altissimi. Il 31,1% è un consenso strabiliante per un partito che è a capo del governo ormai da 3 anni.

Gli alleati restano invece su posizioni più basse. La Lega scende dello 0,3% e si ferma al 7,9%, nonostante gli ottimi risultati ottenuti nelle Regionali in Veneto. Una situazione di perfetta parità, che però pesa sulle spalle del Carroccio, con Forza Italia. Il partito di Antonio Tajani, infatti, non si muove dal 7,9% registrato due settimane fa, calando solo di un decimo. Buon risultato per Noi Moderati di Maurizio Lupi, che cresce dello 0,2% e arriva all’1,2%. Il risultato complessivo della maggioranza arriva quindi al 48,1%, un numero dati principalmente dai forti consensi per FdI.

Nelle opposizioni, invece, la situazione è più dinamica. Alla guida della coalizione c’è il Partito democratico di Elly Schlein, che in quattro settimane cresce dello 0,3% arrivando a 22,2%. Una crescita costante, ma non superlativa che comunque non caratterizza un partito in crisi. Il M5S non ottiene enormi cambiamenti. Nell’ultimo mese cresce solo di un decimo, arrivando al 12,7% e confermandosi terzo partito del Paese.

Il partito ha ottenuto la vittoria in Campania, grazie all’elezione del pentastellato Roberto Fico. Proprio per il forte distacco dal Pd, è possibile che il M5S possa schierarsi a favore della riforma della Legge elettorale, in discussione nel centrodestra, in quanto il sistema proporzionale potrebbe avvantaggiarlo alle urne. Un discorso che, comunque, per il momento appare piuttosto prematuro. Prosegue, quindi, la rivalità tra Giuseppe Conte ed Elly Schlein per la guida della coalizione.

Un buon risultato è quello di Alleanza Verdi e Sinistra, che ottiene un +0,3% nell’ultimo mese, arroccandosi sul 6,9%. Azione di Carlo Calenda arriva al 3,3% grazie ad una crescita dello 0,2%, mentre Italia Viva di Matteo Renzi scende di un decimo e arriva al 2,4%. Male +Europa, che invece scende dello 0,2% e tocca l’1,5%. Se si prendono in considerazione tutti i partiti che sono arrivati insieme alle Regionali, ovvero tutti i sopracitati tranne Azione, il loro consenso arriva al 45,7%, ovvero un risultato piuttosto vicino alla maggioranza.

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