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Sondaggio, FdI inarrestabile arriva al 29,4%: cresce anche il Pd, Azione crolla sotto il peso di FI

Ora, come spiega Nando Pagnoncelli, non resta che attendere l'avvicinamento del referendum sulla separazione delle carriere, che potrebbe modificare gli assetti attuali dei consensi

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In uno scenario geopolitico in costante evoluzione, con decisioni prese con sempre maggiore velocità e la costante necessità di saper rispondere agli attacchi provenienti da oltreoceano, la politica italiana sembra resistere adeguatamente agli stress a cui è sottoposta.

Il sondaggio di Nando Pagnoncelli, riportato sulle colonne del Corriere della Sera, chiarisce quali sono gli aspetti che hanno maggiormente influenzato lo scenario politico del nostro Paese. Innanzitutto, la cattura dell’ex presidente del Venezuela, Nicolas Maduro, da parte degli Usa, così come l’arrivo di soldati europei in Groenlandia, sono stati i due eventi che più hanno sconvolto il mese di gennaio.

A questi si aggiungono anche questioni maggiormente legate all’economia e al commercio, tra cui l’accordo Ue-Mercosur e quello Bruxelles Nuova Delhi. Una serie di cambiamenti che hanno riguardato anche l’Italia e che soprattutto hanno permesso ai vari partiti politici di prendere una decisione. E se, per alcuni, evoluzioni di questo genere possono dimostrarsi pericolose, il sondaggio dimostra come i due principali partiti della Nazione siano riusciti ad approfittare di questi momenti di incertezza.

Senza particolari novità, il partito del premier, Giorgia Meloni, mantiene il suo dominio incontrastato. FdI sale infatti di esattamente un punto percentuale, raggiungendo il 29,4% e toccando il punto più alto di consenso dalle ultime elezioni europee. Un risultato unico nel suo genere, che segna anche una crescita del 3,4% dalle elezioni Politiche del 2022.

Lo stesso premier, poi, mantiene un consenso strabiliante. Con il 44%, anch’esso aumentato di un punto nel corso di un mese, è il leader più apprezzato nel Paese. Le posizioni assunte nei confronti di Donald Trump, con la critica nei confronti dei dazi e la condanna per le dichiarazioni sui soldati Nato in Afghanistan, Meloni è riuscita a conquistare una buona parte dell’elettorato italiano.

Una crescita sostanziale, anche se non paragonabile a quella di FdI è stata registrata anche dal Pd di Elly Schlein. I democratici si collocano al 21,8%, guadagnando mezzo punto percentuale rispetto al mese scorso. Un successo, dovuto molto probabilmente al coinvolgimento nella campagna per il referendum della Giustizia. Oltre a questi “guizzi“, nel parterre politico non si registrano altri sostanziali cambiamenti.

Nel centrodestra, Forza Italia guadagna un +0,4%, toccando quindi l’8,7% dei consensi, anche grazie alla visibilità che in questi giorni ha avuto Antonio Tajani. Tra Crans Montana, la decisione di inserire i pasdaran nella lista delle organizzazione terroristiche riconosciute dall’Ue e le dure risposte a Trump, il vicepremier è riuscito a convincere i cittadini italiani.

Male, invece, per la Lega che resta stabile all8%, uno dei suoi peggiori risultati, senza riuscire a rialzarsi. Un dato che, per il momento, non tiene conto neanche della possibile scissione da parte del vicesegretario Roberto Vannacci. Il Movimento 5 Stelle perde lo 0,2% e arriva al 13,3%, seguito da Avs che si stabilizza al 6,2%. Un calo vertiginoso è quello registrato da Azione di Carlo Calenda, che perde lo 0,8% e scende al 2,3%. Una diminuzione che può essere letta in relazione all’avvicinamento a FI compiuto in questi giorni.

Ora, come spiega Nando Pagnoncelli, non resta che attendere l’avvicinamento del referendum sulla separazione delle carriere. Uno degli eventi di politica interna che più di tutti potrebbero provocare reali cambiamenti all’interno del parterre del consenso degli italiani.

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