A un anno dall’elezione diSilvia Salisa sindaca di Genova, la città non è mai stata così al centro dell’attenzione. Nel corso della conferenza stampa organizzata per fare il punto sul primo anno di mandato, la stessa prima cittadina ha rivendicato ilmaggiore interesse nazionale e internazionale verso il capoluogo ligure,attribuendolo al dinamismo della città, agli eventi dedicati ai giovani e a una strategia di posizionamento che sta contribuendo ad accrescerne la visibilità.
Ma, ha sottolineato Salis, gli equilibri di una città non dipendono esclusivamente dal sindaco. Tra i temi affrontati c’è stato quello dellasicurezza, sul quale la sindaca ha evidenziato le difficoltà legate allacarenza di organico.“La cittadinanza pensa che il sindaco abbia le leve della sicurezza all’80%, quando in verità le ha al20%”, ha affermato, ricordando che le principali competenze fanno capo aquestore, prefetto e forze dell’ordine,oltre che alla polizia locale per gli aspetti di competenza comunale.
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Salis ha quindi denunciato una situazione critica sul territorio genovese, sostenendo che durante le ore notturne alcune aree della città restano completamente scoperte e che non sono mai arrivate le volanti richieste per rafforzare i controlli.
Rimpatri, il confronto con gli altri Paesi europei
Altro tema centrale quello dell’immigrazione e dei rimpatri. Per la sindaca i numeri dimostrano che il sistema attuale non funziona. “A fronte di oltre 21 mila provvedimenti di espulsione ci sono stati4.700 rimpatri. Non funziona”, ha dichiarato.
Richiamando i datiEurostat, Salis ha evidenziato come Paesi comeSvezia, Polonia e Spagnaregistrino risultati migliori rispetto all’Italia. Una gestione che, secondo la sindaca, dipende dalle scelte del governo centrale ma produce effetti diretti sulle città: “È una scelta del governo gestire il fenomeno, ma le ricadute poi sono nelle città e sono ricadute molto forti.Il governo non lo sta gestendo“, ha affermato.
Salis: “Rimarrò la sindaca di Genova”
Nel corso dell’incontroSalisha affrontato anche il tema delle prospettive politiche future e delle indiscrezioni circolate. Pur riconoscendo che il cosiddettocampo largopuò rappresentare un elemento utile per vincere le elezioni, ha sottolineato che da solo non basta e che restano fondamentali il programma e la qualità della candidatura.
“Sono sicura dirimanere a fare la sindaca, non cambierò mai idea perché è il mandato che mi hanno dato“, ha ribadito. Una precisazione che è servita anche a chiarire alcune interpretazioni nate dopo un’intervista aBloomberg. Secondo Salis, infatti, una diversa formulazione delle parole può alterare completamente il significato di una risposta.
“Un conto è dire: ‘Sono proposte che fanno riflettere, ma io sono la sindaca di Genova’. Un conto è dire: ‘Mi hanno fatto una proposta e questo mi ha fatto riflettere‘” ha spiegato, rivendicando il senso delle sue dichiarazioni e confermando la volontà di restare alla guida della città.
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