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Silenzio assenso nell’edilizia: arriva la riforma per tagliare i tempi della burocrazia italiana

Il provvedimento, annunciato qualche giorno fa dal ministro di Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si pone il proposito di andare a creare un quadro normativo "certo, semplice, moderno", anche attraverso la regola del "silenzio-assenso"

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Una riforma dell’edilizia che punta a “semplificare e razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli di sanatori“. Questo è l’obiettivo del governo che domani farà approdare in Consiglio dei ministri il disegno di legge delega di riforma del Testo Unico dell’edilizia, che darà vita a un nuovo “Codice delle costruzioni“.

Secondo quanto riporta la bozza in circolazione, il testo si compone di cinque articoli. Il provvedimento, annunciato qualche giorno fa dal ministro di Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si pone il proposito di andare a creare un quadro normativocerto, semplice, moderno“, anche attraverso la regola del “silenzio-assenso“. Questa prevede che, quando la Pubblica Amministrazione non risponde ad una richiesta entro un termine stabilito, allora l’istanza si intende accolta.

Il tutto per rendere più semplice sanare gli immobili realizzati anche prima del 1° settembre 1967, data di entrata in vigore della cosiddetta “Legge Ponte” che ha apportato modifiche e integrazioni alla legge urbanistica del 1942, estendendo l’obbligo di strumenti urbanistici, tra cui i piani regolatori, e di licenze edilizie a tutto il territorio nazionale.

Silenzio assenso nell’edilizia: cosa prevede la riforma

Nella relazione illustrativa del provvedimento viene spiegato che l’obiettivo non è modificare i requisiti sostanziali per la sanatoria, ma intervenire sui processi per renderli più efficienti“. In sostanza, si tratta di “favorire la regolarizzazione degli abusi storici“, ovvero quelli realizzati  prima dell’entrata in vigore della legge 765 del 6 agosto 1967.

Inoltre, è prevista “la possibilità di subordinare il rilascio di tali titoli in sanatoria alla realizzazione, da parte del proprietario o avente titolo, di interventi essenziali di messa in sicurezza dell’immobile o di adeguamento alle inderogabili norme tecniche di costruzione“. Al contempo, si procederà anche alla razionalizzazione dei regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei titoli in sanatoria. Le sanzioni saranno commisurate, invece, all’entità della trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità e alla difformità, cioè al valore delle opere realizzate.

La delega, poi, prevede la razionalizzazione del regime sanzionatorio per le difformità edilizia che non consentono il rilascio di titoli in sanatoria. L’obiettivo, quindi, è quello di semplificare gli adempimenti e ridurre gli oneri a carico dell’ente territorialmente competente, favorendo anche soluzioni rapide ed efficienti per ripristinare la legalità edilizia.

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