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Sicurezza e movida, Aurigemma (FdI) lancia il Forum delle Città della Notte

"La notte non è soltanto il lato oscuro del giorno, ma una risorsa viva per turismo e cultura". E' così che il presidente del Consiglio regionale del Lazio presenta l'organismo permanente di confronto dedicato alla qualità della vita notturna, con il supporto del sottosegretario alla Cultura Giampiero Cannella, il coordinamento organizzativo dell'onorevole Fabio Schiuma e la partecipazione attiva nel Forum di Anna Falchi

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Sarebbe bello pensare a Roma come una capitale della movida“. Sorriso smagliante ed entusiasmo nello sguardo, parola diAnna Falchimembro attivo delForum regionale del Lazio delleCittà della Notte. Presentato nella cornice di Sala Spadolini del Mic, per voce del presidente del Consiglio regionale del Lazio,Antonello Aurigemma, l’organismo permanente di confronto nel merito della movida punta a ridare smalto alle città sotto il profilo dello svago notturno e coniugaresicurezza, qualità della vita e sviluppo economicosenza dimenticare le colonne portanti su cui si sorregge,ovvero turismo e cultura.

Insomma, Roma, litorale laziale e località dell’entroterra, ognuna con le proprie caratteristiche, ma sotto il segno riqualificato “del divertimento, della musica, dei locali notturni“, come rilancia l’attrice e showgirl che ai nostri microfoni suggerisce cosa a suo dire manca allaCittà eterna: “Penso al modello Romagna, la movida italiana per eccellenza. Ecco, mi piacerebbe portare l’energia, la dinamicità e l’organizzazione della Romagna anche nella regione Lazio“.

E per soluzioni concrete, Falchi pensa a quello che “potrebbe essere specchietto per le allodole a livello internazionale“, ossiaun grande festival, anche musicale oppure un talent, dove invitare i più grandi Dj di fama mondiale che potrebbero richiamare “veramente tantissimi giovani e non solo, perché insomma ancheio se ci fosse un grande Dj di richiamo sarei la prima a partecipare”.

La notte allora che diventa una grande risorsa attiva per le città e la movida, un momento culturale a tutti gli effetti, di fioritura della cultura, resta termometro della salute di una società. Potenzialità culturali che in passato hanno già ispirato assessori come Renato Nicolini e Gianni Borgna. Perché “la notte non è soltanto il lato oscuro del giorno“, tiene a sollevare il presidente Aurigemma citando il coordinatore organizzativo del Forum e già vicepresidente del Consiglio comunale di Roma,Fabio Schiuma.

In questa cornice pullulante di vita dalle grandi potenzialità qual è la capitale, il Forum si pone “l’obiettivo di come valorizzare questa risorsa. La notte deve essere una risorsa come avviene negli altri Paesi europei“, scandisce il presidente che ricorda come nel Lazio ci siano 378 comuni, ognuno con le proprie esigenze, le proprie caratteristiche, e “la notte deve essere un momento in cui c’è da rispettare chi lavora, chi vuole visitare musei o le bellezze del nostro territorio, così come c’è il diritto a far riposare i cittadini che vivono i punti di aggregazione della movida“.

Insomma,occorre trovare il giusto equilibrio, quella giusta interlocuzione fra le parti per “creare qualcosa che dia continuità, non solo in quei momenti in cui si condensano le forze per i grandi eventi“, chiosa Aurigemma che desidera trovare la quadra per potenziare quindi tutti quegli aspetti che orbitano intorno alla notte,dal lavoro alla sicurezza fino al Pronto Soccorso e il mondo dell’entertainment.

Vivere la notte non significa trasformare le città in luoghi di eccesso, ma frequentarle con consapevolezza, soprattuto perché i nostri centri storici coincidono con i luoghi più preziosi e identitari del patrimonio italiano“, fa notare il sottosegretario alla CulturaGampiero Cannellache, parlando nella doppia veste di fruitore della movida ma anche di persona che vorrebbe risposare in quanto abitante del centro storico, nota amareggiato come Roma sia “un museo a cielo aperto, ma la sera quando chiudono i cancelli dei musei,oltre ai monumenti resta il deserto“.

E’ per questo quindi che il Forum delleCittà della nottediventa un grande merito, perché “raramente accade di trasformare le idee in azioni“, come scandisce l’onorevole Schiuma che mastica la materia ormai da tempo e conosce a menadito gli aspetti retrostanti, dalle criticità alle opportunità che una città come l’Urbepuò richiedere e offrire. E infatti non nasconde neanche come”Roma sia indietro anni luce nei confronti delle altri capitali europee per qualità del divertimento“.

Quindi “Basta parlare di malamovida“, rimarca Schiuma con polso fermo,“dobbiamo attuare il modello che si stiamo prefiggendo di seguire, dove ci sia un indirizzo, unaregia artistica e culturale per dialogare tra categorie produttive, cittadini e istituzioni. Con il Forum tutto questo sarà possibile“.

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