Senato, sparisce il riferimento al 5% Nato: tensione nella maggioranza sulle spese militari

Scontro al Senato dopo che il centrodestra riscrive la mozione sui riflessi economici legati alla sicurezza energetica e alla Difesa cancellando il passaggio sull’aumento delle spese per la Difesa. Opposizioni all’attacco: “Retromarcia sotto pressione politica”

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Scontro politico alSenatodopo la riformulazione della mozione di maggioranza suiriflessi economici legati alla sicurezza energetica e alla Difesa.Dal nuovo testo è infatti sparito l’ultimo impegno che chiedeva al governo di promuovere“una revisione degli obiettivi più ambiziosi, come il5% del Pil per la spesa militare Nato,alla luce della situazione economica e delle priorità nazionali”.

La versione definitiva della mozione, firmata dai capigruppo del centrodestra, si ferma così al punto numero sette,eliminando completamente il riferimentoalla revisione dell’obiettivo fissato in ambito Nato.

Il governo dà parere favorevole al testo corretto

Al termine della discussione generale in Aula, il sottosegretario al MefFederico Freniha espresso parere favorevole alla mozione della maggioranza nella versione riformulata, cioè senza il passaggio relativo al 5% del Pil per la Difesa. Parere contrario invece sulla mozione presentata dalle opposizioni di centrosinistra.

La modifica dell’ultimo minuto ha immediatamente acceso ilconfronto politico, aprendo interrogativi sugli equilibri interni alla coalizione di governo. Durissimo l’attacco diAngelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa Verde: “È uno scandalo politico che racconta tutto di questa destra”, ha dichiarato, accusando la maggioranza di aver cancellato il riferimento alla revisione della spesa militare “per paura di Trump”.

Secondo Bonelli, il governo sarebbe disposto asacrificare sanità, scuola e welfare per “assecondare logiche militariste”, parlando di un’Italia “a sovranità limitata”.Sulla stessa linea anche il Movimento 5 Stelle. La senatriceElena Sironiha definito la vicenda “la fotografia perfetta di un esecutivo senza autonomia.Per qualche ora la maggioranza ha ammesso che il 5% del Pil per le spese militari è irrealistico e incompatibile con i conti pubblici. Poi ha cancellato tutto”, ha attaccato.

Boccia: “Chi ha fermato la maggioranza?”

In Aula il presidente dei senatori Pd Francesco Bocciaha chiesto chiarimenti diretti al governo e ai partiti del centrodestra: “Abbiamo pensato che finalmente la premier si fosse avvicinata alla posizione delle opposizioni. Poi, improvvisamente, il passaggio sul 5% è sparito”, ha detto.

Boccia ha parlato di “retromarcia” chiedendo di sapere cosa sia accaduto dentro la maggioranza: “Chi li ha fermati? Salvini? Tajani? Meloni? Oppure Crosetto ha imposto ancora una volta la linea?”, ha domandato il capogruppo dem, definendo “indecorosa” la nuova formulazione della mozione.

Conte: “Spese folli e insostenibili”

AncheGiuseppe Conteè intervenuto sul caso durante un appuntamento elettorale a Mestre: “Prima hanno sottoscritto la revisione dell’impegno Nato al 5%, poi da Palazzo Chigi è arrivato il richiamo e hanno dovuto rimangiarsi tutto”, ha dichiarato il leader del M5S.

Per Conte, la vicenda dimostra che l’aumento delle spese militari sarebbe “insostenibile” per il Paese: “Famiglie e imprese pagano già il prezzo delle scelte economiche del governo. Così l’Italia perde credibilità anche a livello internazionale”, ha aggiunto.

La Lega: “Tema delicato, meglio discuterne altrove”

A spiegare la marcia indietro della maggioranza è stato il capogruppo della Lega al Senato,Massimiliano Romeo.Ci siamo accorti che non era il caso di discutere di questo tema in Aula”, ha detto, definendo il dossier Difesa “molto delicato”.

Romeo ha parlato disensibilità differenti all’interno del governo: “Crosettoè per la Difesa,Giorgettirichiama alla prudenza sui conti,Melonista giocando una partita importante in Europa”. Per questo, secondo il senatore leghista, si è deciso dirinviare il confronto “ad altre sedi”,evitando uno scontro pubblico in Parlamento.

Forza Italia minimizza: “Non bisogna farne un caso”

AncheStefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato e prima firmataria della mozione, ha provato a ridimensionare la polemica. “La valutazione è stata fatta dal Parlamento”, ha spiegato, sottolineando che il tema delle spese militari “è ancora oggetto di discussione a livello europeo.Non era questo il momento né la sede per affrontarlo”, ha concluso.

La cancellazione del passaggio sul 5% Nato svela un nuovo fronte politico dentro la maggioranza, già attraversata da sensibilità diverse sui temi della Difesa, del riarmo europeo e della sostenibilità economica degli impegni internazionali. Quindi se da una parte l’opposizione parla apertamente di “retromarcia politica”, dall’altra il governo prova a trasformare la vicenda in un semplicerinvio del confronto.

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