Si apre un nuovo fronte di tensione tra Bruxelles e l’Italia sul terreno della cultura. La Commissione europea ha raccomandato all’Eacea, l’Agenzia esecutiva europea per l’Istruzione e la Cultura, disospendere il contributo da due milioni di euro destinato alla Biennale di Venezia,ritenendo incompatibile con i valori dell’Unione la decisione della Fondazione di mantenere il padiglione russo nell’edizione 2026 della storica manifestazione.
Ad annunciare la decisione è stata la vicepresidente della Commissione europea, Henna Virkkunen, che ha ribadito comela cultura in Europa, finanziata con il denaro dei contribuenti, debba promuovere e salvaguardare i valori democratici,aggiungendo che tali principi non vengono rispettati nella Russia odierna.
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Il caso del padiglione russo alla Biennale
Tutto è iniziato nei mesi precedenti all’apertura della Biennale. Nonostante le contestazioni avanzate dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e i ripetuti richiami provenienti dalle istituzioni europee,la Fondazione ha deciso di mantenere il padiglione della Federazione Russa.
La Biennale ha sempre sostenuto che la presenza del padiglione non violasse il regime sanzionatorio imposto dall’Unione europea, sottolineando inoltre che lo spazio non fosse aperto al pubblico. Tra maggio e giugno la Commissione europea e l’Eacea avevano inviato diverse richieste di chiarimento alla Fondazione, avvertendo che il mantenimento del padiglione avrebbe potuto comportare la perdita dei finanziamenti europei.
Con l’apertura ufficiale della manifestazione, il 9 maggio, la Commissione ha deciso di procedere con la raccomandazione di sospensione dei fondi. Sebbeneil provvedimento debba essere formalizzato dall’Eacea,la decisione viene considerata ormai difficilmente reversibile.
La reazione della politica italiana
La scelta di Bruxelles ha provocato un’immediata ondata di proteste nel panorama politico italiano, coinvolgendo esponenti sia della maggioranza sia dell’opposizione. Ilpresidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha definito il provvedimento un atto di arroganza istituzionale e di ostilità senza precedenticontro una delle più prestigiose istituzioni culturali del mondo.
Sulla stessa lineasi è espresso anche il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, Luca Pirondini, che ha parlato di ricatto e di intimidazione politica nei confronti della Biennale. Pirondini ha accusato Bruxelles di voler limitare l’autonomia dell’istituzione veneziana e ha espresso solidarietà al presidente della Fondazione, Pietrangelo Buttafuoco.Anche la Lega ha reagito duramente, definendo la Biennale storia, cultura, arte, innovazione e libertàe annunciando l’intenzione di chiedere al Governo di compensare con risorse nazionali i finanziamenti europei destinati a essere revocati.
Per Bruxelles,la partecipazione della Russia agli eventi culturali internazionali rappresenta una forma di normalizzazione incompatibile con il contesto della guerra in Ucraina.Una posizione già ribadita nelle conclusioni del Consiglio europeo dello scorso giugno, secondo cui, fino al raggiungimento di una pace giusta e duratura, non dovrebbe esserci una piena riapertura della partecipazione russa agli eventi sportivi e culturali internazionali.
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