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Trump attacca Meloni, Schlein fa scudo al premier: “Nessun leader straniero può minacciare l’Italia”

Da Schlein a Calenda, passando per La Russa, arrivano attestati di solidarietà al premier dopo gli insulti del presidente Usa. Movimento 5 Stelle unica voce stonata, con Conte che vede le parole di Trump come diretta conseguenza dell'ambiguità di Meloni nei confronti di Washington

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Esprimola nostra più ferma condanna, che sono certa sarà unanime in quest’aula, dell’attacco del Presidente americanoDonald Trumpalla Presidente del ConsiglioGiorgia Meloniper aver doverosamente espresso solidarietà al Papa per le gravissime parole che Trump gli ha rivolto. E’ la prima voce che si leva dall’opposizione e l’unica ad esprimere piena solidarietà, quella della segretaria del Partito democraticoElly Schlein, parlando alla Camera a proposito delle ultime esternazioni del tycoon, che ha definito il premier italiano“inaccettabile”,

Schlein: “Italia è paese libro e sovrano, nessun capo di Stato puà mancarci di rispetto”

L’Italia è un paese libero e sovrano-continua la segretari dem –nessun capo di Stato straniero può rivolgersi con questa grave mancanza di rispetto nei confronti del nostro Paese e del nostro Governo“. Se è infatti vero che lei e Meloni sono avversarie politiche, è in momenti come questi che bisogna ricordarsi che“siamo tutti cittadini italiani e non accettiamo attacchi da altri Paesi“.

Calenda: “Meloni ha avuto il coraggio di dire basta ad un pazzo”

A farle eco Carlo Calenda, leader di Azione, che sui social scrive: “Meloni ha avuto coraggio a fare ciò che andava fatto da tempo: dire basta questo pazzo.Spero davvero che davanti a questo attacco al nostro paese saremo tutti compatti nel respingerlo al mittente“. Più incisivo il compagno di partitoOsvaldo Napoli, che descrive il tycoon comeun discendente del dottor Stranamore, un pazzo furioso che minaccia di portare fuori controllo il pianeta.

Per l’onorevole, l’unica ancora di salvezza per respingere la tracotanza del presidente Usa rimane l’Unione europea,come bene hanno capito gli ungheresi, che solo qualche giorno fa hanno votato in massa per un partito di centrodestra filo-europeista, spezzando 16 anni di pulsioni autoritarie e razziste diViktor Orbán.

Da parte sua, il presidente del SenatoIgnazio La Russarivendica il diritto del presidente del Consiglio di segnalare quando Donald Trump dice qualcosa su sui non è d’accordo,“come avviene tra amici”, quali Italia e Stati Uniti sono. Poi incalza: “Se qualcuno può pensare che il presidente del Consiglio dell’Italia possa mai considerareaccettabili attacchi frontali al sommo Pontefice non conosce L’Italia, non conosce il Presidente del Consiglio e non conosce quello che significa il rapporto tra l’Italia e il Papache in questo caso è pure americano“.

Movimento 5 Stelle: “Solidarietà all’istituzione presidenza del Consiglio”

Molto più levantino invece ilMovimento 5 Stelleche esprime unagenerica solidarietà “all’istituzione
presidenza del Consiglio”
, rimproverando a Meloni di essere stata troppo genuflessa al presidente a stelle e strisce, arrivando a proporlo comecandidato al Nobel per la pace. “Se partecipi alla Convention Maga sposando il nazionalismo di Trump, questa è la moneta con cui viene ripagato. Ci sonoservi sciocchi,
talmente sciocchi che anche i padroni poi li prendono in giro e questo è stato quello che ha fatto la presidente Meloni
“, afferma caustico il deputato pentastellatoRiccardo Ricciardiin Aula alla Camera, sottolineando come quella che il premier ha portato avanti con gli Usa siaun’alleanza tra destre sovraniste, piuttosto che un’alleanza istituzionale.

Parole che tentano maldestramente di aggiustare il tiro dopo le sparate del leaderGiuseppe Conteche, parlando con i cronisti in Transatlantico, aveva dichiarato sprezzante che “l’attacco di Trump a Meloni era prevedibile“, puntando il dito contro l’atteggiamento dello stesso premier,giudicato pavido nel non prendere chiaramente le distanze da tutto quello fatto dal tycoon negli ultimi mesi. “La linearità e la chiarezza possono mettere un po’ al riparto, invecel’ambiguità ad un certo punto, come tutti i nodi, viene al pettine“, aveva incalzato l’avvocato di Volturara Appula.


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