Il picco del caldo estivo ancora non è stato raggiunto in questo 2025, ma per il Pd le ore più calde potrebbero registrarsi in autunno. La partita delle Regionali per i democratici si presenta più complessa del previsto. I nodi principali riguardano l’incompatibilità delle idee di Elly Schlein con quelle dei leader dei territori. La segretaria del Pd rischia quindi di indebolire la leadership di alcune Regioni pur di avere il controllo personale delle realtà politiche territoriali.
Il primo scontro, destinato a creare più di qualche frattura nel partito, si è già verificato. Il presidente della Toscana, Eugenio Giani, non è pronto a farsi da parte. Forte dei consensi registrati – secondo la rivelazione del Sole 24Ore è il governatore con più preferenze tra tutti quelli del centrosinistra – Giani si è già detto pronto all’eventualità di un secondo mandato. Elly Schlein, però, sarebbe insoddisfatta della linea del governatore, troppo lontano dalle ideologie su cui la segretaria sta riformando il partito.
Lo strappo dello scorso sabato, con Giani che ha presentato la sua candidatura, non avrebbe divertito affatto la leader democratica. Schlein, poi, si trova già a combattere con l’incognita Vincenzo De Luca, presidente della Campania, e strenuo sostenitore del Terzo mandato. Anche in questo caso, la segretaria del Pd non ha dato il suo sostegno al governatore campano, convinta di voler dare un nuovo volto e un nuovo inizio anche alla Regione del Mezzogiorno.
La Toscana di Giani irrita il Pd
Oggi pomeriggio, Eugenio Giani raggiungerà Elly Schlein nella sede del Nazareno di Roma. Un incontro lontano dalle telecamere, in cui i due potranno finalmente chiarire le proprie posizioni senza il pericolo di lanciare messaggi sbagliati. Al centro delle discussioni vi sarà il futuro della Toscana. Schlein ha ipotizzato la possibilità di sostituire Giani con il fedelissimo Emiliano Fossi, attuale segretario dem della Regioni.
Il governatore uscente, in dirittura di arrivo del suo primo mandato, non avrebbe apprezzato la mossa. Giani è intenzionato a finire il suo lavoro e avrebbe trovato il cavillo burocratico che glielo permetterà. Il presidente ha infatti letto lo statuto del Partito democratico. All’interno del testo, il governatore ha trovato la clausola a lui necessaria: nel caso in cui un presidente di Regione al primo mandato manifesti la volontà di candidarsi, il partito può fermarlo solo indicendo nuove primarie, a cui il governatore può partecipare, o convincendo il 60% dei componenti della Direzione regionale a bocciare la sua candidatura.
Nessun altro, a parte Giani, era a conoscenza di questo cavillo e ora Schlein si trova a dover fare i conti con la sua stessa inesperienza. Sembra piuttosto impossibile che dall’incontro di oggi, il presidente della Toscana annunci di non voler più prendere parte alla corsa per il secondo mandato. Un’ipotesa più probabile è che i due trovino una sorta di compromesso: il partito permetterà la corsa per il secondo mandato se Giani limerà le sue vedute e presenterà un programma di governo più allineato alle direttive di Schlein.
In Campania è possibile l’intesa tra Pd e Vincenzo De Luca
Mentre in Toscana la situazione sembra poco gestibile, in Campania Schlein potrebbe aver trovato la quadra. Il muro durissimo di Vincenzo De Luca, pronto al terzo mandato, sembra si sia ormai sgretolato. Nella consapevolezza dell’impossibilità di una rielezione, lo sceriffo campano ha iniziato a mostrarsi cedevole verso le richieste della coalizione di centrosinistra.
Ora, quindi, sembra piuttosto attuabile la candidatura congiunta di Raffaele Fico da parte del Movimento 5 Stelle e del Partito democratico. La candidatura accontenterebbe i pentastellati e eviterebbe una frattura del centrosinistra in Campania. Al contempo, la candidatura di Fico aprirebbe al Pd la possibilità di candidare un nome uscente dalle sue fila sia in Toscana che in Puglia. In cambio, poi, De Luca otterrebbe l’assicurazione di un ruolo nel tavolo direttivo del nuovo governatore, con tanto di pieno riconoscimento del ruolo da lui svolto finora.
Intanto, anche nel centrodestra si continua a lavorare ad una quadra. Mercoledì prossimo, il presidente del Consiglio incontrerà a Palazzo Chigi Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi. I quattro leader di partito rifletteranno sui nomi migliori da candidare alle Regionali, con l’obiettivo di ottenere il maggior numero di Regioni possibile.
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