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Schlein punzecchia Meloni: “In Italia 3,5 milioni di persone sono povere anche se lavorano”

La leader del Pd risponde alla soddisfazione di Meloni per i dati sull'occupazione, ricordando che il problema vero del Paese sono gli stipendi e non la mancanza di posti di lavoro. Non sono mancati attacchi per la gestione della crisi palestinese e appelli per chiedere la protezione della Global Sumud Flotilla

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La campagna elettorale per le Regionali è iniziata a pieno regime in questo settembre caldissimo e la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha colto l’occasione al volo per tornare ad attaccare il governo e tutte le sue presunte mancanze. Nel corso della festa dell’Unità di Ravenna, Schlein non ha parlato solo delle prossime elezioni, ma anche dei piani del centrosinistra in vista delle prossime Politiche. Il 2027 sembra più vicino che mai e le opposizioni devono ancora costruire quel fronte unito necessario a rappresentare un’alternativa valida all’esecutivo con a capo Giorgia Meloni.

“Noi abbiamo un dovere che è quello dell’unità e non ce l’abbiamo perché ce l’abbia prescritto il medico, ma perché ce lo chiede la nostra gente“, ha tuonato il volto dem, ripetendo quello che è divenuto il suo mantra degli ultimi mesi. L’obiettivo è quello di continuare a lavorare per riuscire a trovare un accordo sul programma di governo per poter arrivare alle urne come un’unica grande coalizione che “batta la destra e dia una speranza a questo Paese“.

I motivi per cui il centrosinistra dovrebbe tornare al governo secondo Schlein sarebbero molteplici. Innanzitutto, la necessità di non garantire solo il lavoro ma di assicurare alle famiglie italiane stipendi che procedano di pari passo con il caro vita. Al centro della questione vi sarebbe sia la necessità di un tetto minimo ai salari sia quella di slegare il prezzo del gas da quello dell’energia. Un passaggio più volte chiesto dal centrosinistra, ma a cui il governo Meloni sembra non prestare interesse.

Schlein: “Le bollette si abbassano slegando il costo del gas da quello dell’energia”

“Giorgia Meloni non lo fa perché non ha il coraggio di intaccare gli extra profitti delle società energetiche“, ha spiegato, ricordando che i Paesi in cui questa manovra è stata applicata hanno ottenuto ottimi riscontri sui prezzi. Secondo Schlein, invece, il governo Meloni non avrebbe fatto nulla su questo fronte, arrivando anche ad ignorare le richieste di Confindustria sul tema. Il volto dei dem, quindi, non abbandona il suo progetto e promette agli italiani un Paese che “non si rassegna a vedere 3,5 milioni di persone che sono povere anche se lavorano“.

Un duro affondo verso la retorica della maggioranza che si basa sui dati positivi dell’occupazione. Un dato che sarebbe corretto a metà secondo le opposizioni, in quanto non considera gli stipendi al di sotto della media e non commisurati al costo della vita nel nostro Paese. Allo stesso tempo, però, il governo avrebbe deciso di investire sulle spese militari, aumentandole fino al 5% del Pil, come chiesto dalla Nato e dagli Usa.

“Questa rischia di essere la fine dello Stato sociale“, ha spiegato, aggiungendo che il modello da seguire è quello della Spagna di Sanchez, che ha deciso di cercare un accordo con l’Alleanza Atlantica per avere un obiettivo più sostenibile per la sua Nazione. “Si tratta dell’unico leader che ha detto di ‘no’ al ricatto di Trump“, ha ricordato la leader dem, per poi aggiungere che il premier di Madrid ha deciso di proteggere il suo welfare e la sua economia “su cui investire e non da sopprimere“.

Schlein: “La Flotilla sta facendo quello che il governo dovrebbe fare”

Non sono mancati, poi, gli attacchi sul fronte del sostegno alla causa di Gaza. Schlein ha nuovamente chiesto al governo di interrompere la collaborazione militare con il governo israeliano e all’Ue di porre fine all’accordo di cooperazione. “La verità è che pure ieri alla riunione in Europa dei ministri degli esteri è il governo italiano che si è opposto alle pur timide sanzioni proposte contro Israele dalla Commissione Europea“, ha tuonato per poi spostare la sua attenzione sull’iniziativa della Global Sumud Flotilla, ovvero il gruppo di navi che dai porti di tutta Europa è salpato alla volta della Striscia con un carico di cibo e aiuti umanitari.

“I governi e l’Unione Europea devono proteggere quelle navi che stanno facendo esattamente quello che avrebbero dovuto fare i governi“, ha spiegato facendo riferimento al blocco degli aiuti umanitari, che provoca “carestia e fame” nella Striscia.

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