Alla vigilia dell’incontro che aBarcellonariunirà ileader progressisti di tutto il mondo, la segretaria del PdElly Schleinanticipa il messaggio che verrà lanciato. Il summit promosso daPedro Sánchez e Stefan Löfvenmira a dare un segnale chiaro:il tempo delle destre nazionaliste è finito.
Schlein porta a sostegno l’esempio italiano con i 15 milioni di no a difesa della Costituzione e quello ungherese con la sconfitta diViktor Orbán.
Leggi Anche
Un fronte comune contro le destre
Per la segretaria del Pd,le politiche delle destre presentano tratti comuni in ogni parte del mondo. Emblematico, secondo lei, il confronto tra l’operato diDonald Trumpnegli Usa e quello diGiorgia Meloniin Italia: entrambi avrebbero disinvestito nella sanità pubblica e ostacolato il salario minimo.
Proprio su questa base nasce l’obiettivo dell’incontro di Barcellona:riunire valori e battaglie condivise dai progressisti a livello globale,in una mobilitazione che coinvolge oltre 100 partiti.
Battaglie progressiste
Secondo Schlein, per anni i nazionalisti hanno vinto alimentando le paure e individuando capri espiatori. Negli ultimi mesi però qualcosa sarebbe cambiato:cresce una domanda di stabilità e sicurezza che la destra non riesce a soddisfare.
“A Barcellona diremo che un altro mondo è possibile, che vogliamo portare protezione sociale ed economica”, afferma la leader dem. In Italia, sottolinea,i salari restano tra i più bassi d’Europa, con effetti su consumi e crescita, mentre il governo “aveva i numeri per fare tutto e non ha fatto nulla”.
Schlein sulla politica estera
Le stoccate all’operato della maggioranza italiana si estendono anche alla politica estera. Il recente alterco tra Donald Trump e Giorgia Meloni ha visto Schlein, per la prima volta,schierarsi a difesa della premier: “Eradoverosocondannare l’attacco di Trump,non possiamo tollerare che un governo straniero manchi di rispetto al nostro paese e al governo italiano”.
Questo però non cambia il giudizio complessivo: secondo la leader Pd, il governo avrebbe mostrato un atteggiamento troppo remissivo verso Washington, con effetti su dossier cruciali come dazi, Venezuela e Iran. L’Italia, sostiene, non avrebbe mai scelto fino in fondo l’Europa.
Le speranze dei progressisti
Dopo anni segnati da divisioni interne,i progressisti possono tornare competitivi? Per Schlein sì, e a dimostrarlo sarebbero anche i sondaggi: il Pd sarebbe passato dal 14% del 2023 al 24% attuale. Il merito, secondo la segretaria, è dell’azione politica degli ultimi anni:alleanze più solide, esperienze di governo e una crescente capacità di rassicurare l’elettorato.
“A Barcellona porteremo un segnale di speranza: costruiremo una coalizione forte e batteremo la destra”, conclude Elly Schlein. Con un tono convinto a metà tra oratoria politica e bollo di garanzia, il messaggio è quello di un’ascesa della sinistrache non sembra più un auspicio ma una promessa i cui risvolti sono tutti da vedere.
© Riproduzione riservata













