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Schlein incalza Meloni: “Dopo il cabaret di Atreju, mi aspetto che venga in Parlamento”

Nel corso dell'assemblea è stata approvata con 225 voti a favore e 36 astenuti la relazione della segretaria Elly Schlein. Ad annunciare l'astensione è stata l'ala più dura dei riformisti dem, mentre ha votato a favore quella di Stefano Bonaccini che di fatto è entrata in maggioranza

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La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha sfruttato la replica che ha tenuto a conclusione dell’assemblea del suo partito per rispondere ad alcuni passaggi del discorso che il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha tenuto ad Atreju. La leader delle opposizioni, nello specifico, ha citato una dichiarazione del premier, che si è detta pronta ad impegnarsi in un confronto con lei, per poi rispondere: “Grazie a Meloni per aver chiarito bene chi ha cambiato idea e chi è fuggita dal confronto“.

Il riferimento è alla diatriba nata a seguito dell’invito di Schlein ad Atreju. Il volto dem ha dichiarato che sarebbe stata pronta a partecipare, ma solamente se le fosse stato assicurato un confronto diretto con il premier. La stessa Meloni aveva poi risposto, chiarendo che a questa discussione avrebbe dovuto essere presente anche il presidente del M5S, Giuseppe Conte, in quanto non sta a lei decidere chi è il leader delle opposizioni.

Una decisione che non ha affatto soddisfatto Schlein, la quale ha quindi rifiutato l’invito. Da quel momento, il centrodestra e FdI hanno ripetutamente sottolineato come la leader dem abbia deciso di fuggire da un confronto con il Presidente del Consiglio. Un’accusa che più volte è stata invece respinta dalla diretta interessata. Schlein ha quindi sfruttato il palco dell’assemblea del Pd per lanciare un duro affondo contro il premier: “Speriamo che a differenza di oggi Meloni venga in Parlamento a confrontarsi sul Paese reale e non sul cabaret“.

Schlein all’assemblea del Pd: “Continueremo con sempre più confronti nel partito”

Restando sempre sul tema del dibattito, Schlein ha sottolineato di essere pronta a rispondere alla richiesta di più confronti che giunge dalle minoranze del partito. “Troveremo il modo con strumenti innovativi per fare in modo che il confronto, anche nel più piccolo dei Comuni, diventi centrale“, ha spiegato, aggiungendo che mai da parte sua vi è stata la volontà di reprimere la libertà di espressione dei membri del suo partito.

Veniamo da tre anni particolari in cui abbiamo avuto una scadenza elettorale ogni tre mesi, ci siamo trovati schiacciati“, ha spiegato, aggiungendo che il prossimo passo del Pd sarà quello di costruire una direzione nazionale. “La discussione è la nostra forza, ma dobbiamo essere abituati ad ascoltarci e rispettarci di più fra di noi“, ha rivendicato la segretaria del Pd, ricordando di essere riuscita a ottenere il suo ruolo senza strappi né forzature.

Schlein: “Noi siamo un partito orgogliosamente democratico”

Facendo un confronto con la maggioranza, Schlein ha sostenuto che la reale differenza tra i due schieramenti sta proprio nella capacità di confrontarsi. “Noi siamo qui da sei ore perché siamo un partito orgogliosamente democratico“, ha tuonato la leader delle opposizioni, lanciando quindi l’ennesimo attacco nei confronti del centrodestra.

Nel corso dell’assemblea è stata approvata con 225 voti a favore e 36 astenuti la relazione della segretaria Elly Schlein. Ad annunciare l’astensione è stata l’ala più dura dei riformisti dem, mentre ha votato a favore quella di Stefano Bonaccini che di fatto è entrata in maggioranza, insieme ad Alessandro Alfieri, Simona Bonafè, Piero De Luca ed Eugenio Giani.

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