La segretaria del Pd,Elly Schlein, ha sfruttato il palco della Festa deIl Fatto Quotidianoa Roma, per rispondere alle accesissime parole che il Presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, ha rivolto al centrosinistra in relazione al caso diCharlie Kirk. L’attivista americano di ultradestra, seguace di Donald Trump, è stato ucciso lo scorso 10 settembre con un colpo di fucile alla gola, proprio durante un suo comizio nell’università dello Utah.
Secondo il premier, alcune dichiarazioni di personaggi pubblici vicini alla coalizione di centrosinistra, avrebbero creato un doppio standard, secondo cui sarebbe un atto non eccessivamente grave, quello di aggredire esponenti di destra.Ad infuriare il volto dem, però, sarebbe statala scelta di Meloni di“addossare alla sinistra la responsabilità di ciò che è accaduto“. In questo modo, secondo Schlein, si rischia di “aumentare e fomentare questo clima incandescente, quando tutte le forze politiche avrebbero dovuto condannare insieme quella violenza politica“.
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La segretaria ha immediatamente ricordato come il suo partito abbia condannato l’uccisione di Kirk, sottolineando però di non aver mai voluto confondere l’azione di un singolo con quella di una forza politica. “Quando la notte mi arriva un messaggio con un saluto fascista e il saluto a noi io non penso a Meloni“, ha spiegato, mettendo in luce come la violenza sia “inaccettabile” da qualunque parte provenga.
Schlein: “Meloni faccia i nomi o rischia di fomentare altro odio”
Schlein ha poi ricordato l’importanza di dover “fare attenzione alle parole” e al peso che hanno quando sono pronunciate pubblicamente. Anche per questo, il Partito democratico ha deciso di commentare e condannare immediatamente l’uccisione di Kirk, chiarendo di credere che la violenza non possa trovare spazio nella democrazia.
“Dopo poche ore, però,qualcuno della destra ci accusava di silenzio e complicità. Io ho definito inaccettabili le parole del ministro“, ha spiegato in riferimento alle dichiarazioni di Luca Ciriani. A questo punto, spiega la leader dem, è necessario che Meloni si esponga facendo i nomi di coloro che dal suo punto di vista avrebbero deciso di non esprimersi, “altrimenti rischia di fomentare altro odio“.
Un punto di vista condiviso anche dal leader del M5S,Giuseppe Conte, il quale dal palco della festa dell’Avanti! a Bologna ha sostenuto che anche il governo “deve moderare i toni“. Il leader pentastellato ha dichiarato di riferirsi a Meloni, Tajani e Ciriani che con “questo vittimismo paradossalmente dicendo di abbassare i toni contribuiscono invece ad alzarli“.
Schlein fischiata dalla folla mentre parla di Ucraina e Gaza
Dal palco deIl Fatto quotidianoa Schlein non sono giunte solamente ovazioni. Proprio mentre affrontava alcuni argomenti legati alla politica estera, il pubblico ha deciso di dimostrare la suacontrarietà alle posizioni della leader del Pd. Il primo passaggio contestato è arrivato quando, parlando di Kiev, Schlein ha sostenuto che sarebbe “Putin ad aver mosso l’invasione“.
Di fronte ai mormorii e ai fischi, la segretaria ha deciso di rispondere, sostenendo di accettare che su questi punti possano esservi delle visioni contrapposte. Ciò che conta, però, è che tutti convergano sulla necessità che al tavolo dei negoziati sia presente anche l’Ucraina. Un boato di applausi è arrivato invece quando la leader dem ha citato il segretario della Lega, Matteo Salvini, dicendo: “Io a Trump pacifista non ci credo“.
Altri mormorii si sono alzati dal pubblico quando è stato chiesto a Schlein se dal suo punto di vista a Gaza sia in corso in genocidio. “Che a Gaza sia un genocidio lo dicono gli esperti in tutto il mondo. Penso che basti vedere le definizioni che vengono date“, ha spiegato, per poi aggiungere che è possibile che vi siano sensibilità diverse, ma questo non vuol dire che la coalizione non sia unita. “Abbiamo un governo con tre posizioni diverse in politica estera“, ha concluso cercando di spostare l’attenzione sulle difficoltà vissute dal governo.
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