Tre ore di conferenza stampa, ma zero risposte sui temi che preoccupano davvero gli italiani. Così Elly Schlein, segretaria del Pd, boccia la premier Giorgia Meloni, accusandola di parlare solo di promesse e “faremo”, senza affrontare sanità, caro vita e scuola.
Schlein attacca Meloni: “In tre ore neanche una parola sulle questioni sociali”
Elly Schlein trova incredibile che nelle tre ore dell’intervento del capo del governo, non si siano mai toccati i temi della sanità, dell’istruzione e dei salari, ovvero le questioni sociali che tanto preoccupano la maggior parte del Paese. La leader dem attacca poi la Meloni, smascherando tutte le promesse non mantenute fatte in campagna elettorale: “Prometteva di abolire le accise e le ha aumentate, di ridurre l’età pensionabile e l’ha allungata, di abbassare le tasse e sono ai massimi da 10 anni“. Il volto dei democratici taccia quindi la premier di incoerenza e ribadisce il compito del PD nel ricostruire “un’Italia più giusta“.
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Le contestazioni non finiscono qua. In merito al record di occupazione raggiunto durante questo governo, Schlein definisce “manipolatori” i dati utilizzati dalla premier. Si registrano infatti, secondo l’ISTAT, occupazioni in aumento per gli over 50, al contrario dei giovani che scappano dall’Italia a causa dei salari bassi. Inoltre, sono in crescita esponenziale gli “inattivi“, quelle persone che non sono più alla ricerca di un lavoro, perché ormai scoraggiate.
Secondo la leader del PD, altre menzogne arrivano in risposta al tema sul potere d’acquisto: “Negli ultimi 4 anni i salari reali sono scesi di 9 punti, mentre i prodotti alimentari sono aumentati del 25%“. Alla luce di questi dati, Schlein rilancia la proposta di legge sul salario minimo chiesta dalle opposizioni e nettamente rimbalzata dal governo. Aggiunge poi un parallelismo con la Spagna. Questa, aumentando del 50% il salario minimo, sta vedendo un’ottima crescita, oltre ad aver calmierato il prezzo dell’energia, altro tema centrale nel dibattito sui rincari in Italia.
Per la segretaria del PD la soluzione è, in primis, “scollegare la bolletta della luce da quella del gas“, e togliere il monopolio del rifornimento elettrico alle compartecipate statali come Enel. Il discorso si sposta anche sulla questione delle tasse e sull’età pensionabile. Quest’ultima rappresenta “il simbolo più evidente del tradimento delle promesse elettorali“, dice Schlein. Richiamando le battaglie della premier all’opposizione contro l’innalzamento dell’età pensionabile, poi aumentata ulteriormente proprio dal suo governo.
Le dichiarazioni della premier Giorgia Meloni in conferenza stampa vengono dipinte come una “favoletta” di stabilità dell’esecutivo, utile a mascherare le nefandezze e le profonde spaccature interne alla maggioranza. Sui dossier cruciali – ultimo in ordine di tempo il Mercosur – il governo appare infatti totalmente disallineato. E non è l’unico fronte di tensione: secondo la leader dem, la maggioranza finge che tutto proceda “d’amore e d’accordo” per alimentare una narrazione artificiale di stabilità e di equilibrio del Paese.
Schlein: “Italia subalterna agli Stati Uniti”
Schlein prosegue con una battuta sui rapporti di Giorgia Meloni e Donald Trump. Per Schlein le dichiarazioni del Tycoon sulla Groenlandia meritavano una risposta più netta, invece la presidente “è stata ben attenta a non infastidire Trump“, per poi definire “subalterna” la posizione dell’Italia nei confronti degli USA. La leader del PD punta il dito anche contro la gestione del tema dei dazi. “Non si possono minimizzare gli effetti delle tariffe su un Paese votato all’export come il nostro, né accettare di togliere le tasse alle multinazionali statunitensi o legittimare la violazione del diritto internazionale”, afferma.
Schlein contesta infine le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, sulla politica estera e commerciale. “Meloni dice che la pace si costruisce con la forza, ma per noi si costruisce con il dialogo e la diplomazia, altrimenti vale solo la legge del più forte. Anche sui dazi si è dipinta come una pontiera, ma l’Italia non è stata affatto esclusa: anzi, rischiamo di pagarli più di tutti. E su questo non ha detto una parola”, conclude.
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