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Schlein avverte gli alleati: “Generosi si, ingenui no”

L’avvertimento della leader dem: “Non ci ha regalato niente nessuno. Il Pd ha il doppio dei voti, uno non vale uno”

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Torna a parlare del programma e del campo largo la segretaria del Pd, Elly Schlein: “Il programma si scrive con tutta l’alleanza, sapendo bene che bisogna essere inclusivi, ma che non è che uno vale uno in quella discussione. Perché a noi non ci ha regalato niente nessuno”. Inizia così la leader dem durante la relazione della direzione del partito, che si sta svolgendo al Nazareno.

La leader del Pd rimarca: “Se siamo il primo partito dell’opposizione ce lo siamo guadagnati col sudore e con l’impegno, a convincere le persone una per una che ci hanno consegnato il doppio dei voti delle altre forze, alle europee, alle regionali e alle comunali”. E se quando venne eletta segretaria del partito disse “non ci hanno visti arrivare”, ora sottolinea: “Generosi sì, ingenui no”.

Arrivano tali dichiarazioni dopo quanto accaduto nella giornata di ieri, quando il leader pentastellato, Giuseppe Conte, ha voluto esplicitare la sua posizione: “Ho dichiarato sin dall’inizio la mia disponibilità a concordare anche un nome terzo”, ma “su questa base non c’è stata disponibilità a valutare questa strada”. Ora bisogna affrontare le primarie e forse il campo largo preferisce la confort zone.

Schlein dopo le dichiarazioni di Magi e Bonelli

Per la leader dem è tempo di affinare “il programma comune. Prima il programma comune poi la guida. Noi siamo pronti. Il programma va affinato insieme a tutta l’alleanza progressista”. Poi affonda: “In qualsiasi altro Paese europeo la guida va al partito che prende un voto in più, non è egemonia ma democrazia”.

A fare chiarezza su quanto sta accadendo all’interno del campo largo è Riccardo Magi di Più Europa: “Abbiamo dato pubblicamente la disponibilità a metterci al lavoro per una lista unitaria. Al momento non abbiamo avuto particolari riscontri”. Anche Angelo Bonelli (Avs) si è espresso: “Schlein e Conte devono accelerare. Alle primarie avrei preferito un’intesa politica, ma se l’intesa non c’è si facciano: prima si fanno, meglio è”.

Per ora, al tavolo del programma ci saranno Schlein, Conte, Bonelli e Nicola Fratoianni, il punto interrogativo verte sulla testa dei centristi. Matteo Renzi, di Italia Viva, non sarebbe il benvenuto, e l’intenzione del partito sarebbe quella di indicare le due capogruppo: Raffaella Paita e Maria Elena Boschi. Dunque, al momento, sembra che per le primarie il campo largo resta stretto.

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