“C’è chi scommetteva sulle divisioni del nostro campo” e invece “non solo ci siamo ma siamo competitivi e siamo la prima forza di opposizione“. Ad esserne convinta è Elly Schlein che, intervenendo dal palco dell’assemblea del Pd, parla di un partito più unito e compatto che mai e ne ringrazia tanto i presenti quanto Stefano Bonaccini.
Nulla di strano, anzi. Il presidente dei dem, secondo diversi pronostici, potrebbe rappresentare la componente a cui si allarga la maggioranza. Un rafforzamento per la leadership di Schlein che, rilanciata ora dalla spinta del “correntone” di Montepulciano, potrebbe conquistare il sostegno ufficiale anche del suo polo opposto al congresso, l’ex presidente della Regione Emilia-Romagna e leader di Energia Popolare.
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Infatti, il ringraziamento della dem sottolinea anche come Bonaccini sia la componente che consenta il raggiungimento di un’unità che “non si fa da soli. E’ finito il tempo delle divisioni e dei litigi, la maggioranza è oggi più larga ma io continuo e continuerà a essere sempre la segretaria di tutto e di tutti la segretaria di tutto il partito“.
Schlein scandisce parole che intendono ridefinire qualche confine ancora labile, mentre ad Atreju il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, chiude la kermesse di FdI non lasciandosi perdere l’occasione per concedersi qualche stoccata proprio alla dem.
Comunque, l’unità che invoca la utilizza per cercare di sottolineare le differenze politiche che governano il Paese, tra FdI, Lega e FI, riportando l’accento sulle posizioni espresse dai tre leader in materia di politica estera: “Meloni con Trump, Salvini con Putin, Tajani con l’Ue“. Divisioni che, a detta sua, paga il Paese di riflesso.
Di certo, affondi alle mosse dell’esecutivo in parallelo agli emendamenti presentati unitariamente dalle opposizioni alla manovra che per Schlein, sarebbero una “alternativa potente. E’ nei fatti che germoglia l’elaborazione di un programma comune, senza rinunciare alle proprie identità“.
E ancora, nel segno del suo motto “testardamente unitari“, la segretaria dem rimarca come è nelle “diversità” che il partito ha indicato al Paese una strada possibile. “Confrontiamoci anche aspramente“, ma perseguiamo “l’obiettivo di costruire l’alternativa. E’ tempo che l’Italia ricominci a sognare e a sperare“. Parole che in verità sembra più il riflesso di ciò che Schlein sente in questo momento estremamente delicato del suo partito nonché del suo ruolo.
Ulteriore motivo per cui Bonaccini rappresenti effettivamente un corrimano per mantenersi in equilibrio. Intanto, dalla sua corrente sono già fuoriusciti quei riformisti che hanno i volti di Lorenzo Guerini, Paolo Gentiloni e Graziano Delrio, insieme a Pina Picierno e Giorgio Gori, i quali nell’evento dello scorso 24 ottobre a Milano hanno di fatto firmato il divorzio dai bonacciniani e annunciato una nuova opposizione interna alla segretaria. Insomma, dall’assemblea del Pd in corso all’Auditorium Antonianum potrebbe emergere proprio questa novità.
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