Le tensioni tra Italia e Spagna proseguono. All’audizione in Commissione Schengen il ministro dell’Interno,Matteo Piantedosi, ha rimarcato che “la decisione di sospendere l’applicazione dell’Accordo di Schengen non sarà rivista prima del 15 agosto, e comunquesolo dopo che saranno completamente esclusi rischi di sicurezza per l’Italia”. Il titolare del Viminale ha anche sottolineato che il caso di Ceuta non è “una speculazione politica contro la Spagna”.
Piantedosi specifica inoltre che “quel che ha scelto di fare il governo è pianamente dentro il diritto europeo. Lo hanno fatto altri Stati membri anche nei confronti dell’Italia”. Per il ministro dell’Interno “la sospensione operata dalle autorità di Madrid nei nostri confronti corrisponde, per loro ammissione,ad una logica sostanzialmente ritorsiva”. Piantedosi prosegue ricordando il casi della Germania che “a partire dal 2025 ha esteso i controlli sistematicamente a tutti i Paesi confinanti” e della Francia che “da 11 anni mantiene chiuse delle frontiere con Italia, Belgio, Lussemburgo, Germania, Svizzera e con la stessa Spagna”.
Leggi Anche
Sostenendo quindi che “sorprende che a fronte di questa misura generalizzata e, oramai, di fatto permanente, non vi siano state le stesse reazioni che si sono sviluppate in Italia.Per una decisione proporzionata sia nell’attuazione che nella durata limitata ad un mese”. Il 15 agosto è una data cruciale, dato che vi è il rischio di una seconda ondata migratoria a Ceuta.
Piantedosi su Ceuta: “Potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”
Il titolare del Viminale durante l’audizione ha voluto evidenziare come “dal ripristino dei controlli alle frontiere con la Spagna, abbiamo effettuato 3 arresti e respinto, in quanto illegali, 21 cittadini di Paesi terzi, di cui 6 marocchini”. Inoltre, sul tema della sicurezza interna rimarca la posizione del governo: “Le informazioni condivise hanno evidenziato la sussistenza di elevati profili di rischio per la sicurezza interna, in relazione a possibili spostamenti incontrollati e improvvisi di cittadini di Paesi terzi, che in quanto talinon escludono potenziali infiltrazioni terroristiche nei flussi migratori”.
Piantedosi inoltre ha voluto parlare della situazione deglisbarchi in Italia, sostenendo che “dall’inizio dell’anno sono calati del 55% rispetto al 2025”. Quindi secondo il ministro dell’Interno, nel 2026 sono sbarcate circa 17mila persone “cioè a dire meno di un quarto di quelle giunte a Ceuta in due giorni”. Insomma, durante l’audizione davanti al Comitato Schengen, Matteo Piantedosi ha spiegato nel dettaglio le motivazioni del governo. Ora gli occhi sono puntati su quel fatidico 15 agosto.
© Riproduzione riservata













