Tra Italia e Spagna sta succedendo il caos. Da quando c’è statal’invasione di Ceuta, il governo italiano per prevenire eventuali arrivi di migranti irregolari – sebbene fossero impossibilitati a superare il Mediterraneo-,ha deciso di uscire momentaneamente dal Patto di Schengencon la Spagna. Quindi, così facendo, sono aumentati i controlli nei confronti degli spagnoli in arrivo in Italia. Dopo qualche giorno e dopo che l’emergenza è in parte rientrata,Sanchez ha chiesto all’Italia di ripristinare la vecchia regola e di rientrare in Schengen ma il governo non ha voluto sentire ragioni, sottolineando che, fino al 15 agosto, le volontà dell’Italia rimarranno queste.
A quel punto la Spagna ha deciso di introdurre controlli alle frontiere per i cittadini italiani, misura che resterà in vigore fino al 7 settembre.L’avvio di verifiche aggiuntive in piena alta stagione, quando i flussi turistici sono più intensi, rischia di rallentare gli spostamenti e creare disagi ai viaggiatori. Una rottura internazionale che ha portatoil Comitato Schengen a convocare il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi alle 14.30 di giovedì 13, a Palazzo San Macuto a Roma, quindi a due giorni dalla possibile scadenza, proprio per far sì che possano essere ripristinate le regole che erano in vigore fino a qualche settimana fa.
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Cosa sta succedendo tra Spagna e Italia e cosa c’entra Schengen
Dopo l’arrivo di quasi 60 mila persone nell’enclave spagnola di Ceuta, l’Italia ha deciso di sospendere temporaneamente Schengen per i voli provenienti dalla Spagna, giustificando la misura con motivi di “sicurezza nazionale”. La scelta è stata duramente criticata dal ministro degli Esteri spagnolo Grande‑Marlaska, che l’ha definita “imperdonabile” e segno di scarsa solidarietà europea.Il premier Pedro Sánchez ha scritto a Bruxelles chiedendo una riunione urgente dei ministri dell’Interno dei 27.
Giorgia Meloni rivendica invece la linea italiana:insieme alla Danimarca ha promosso una lettera firmata da 22 Stati Ueper rafforzare le frontiere esterne, contrastare l’immigrazione irregolare e rendere più efficaci i rimpatri. Per Palazzo Chigi, lo stop a Schengen è un “segnale importante” che mostra come la posizione italiana sia ormai condivisa da molti Paesi.
Nel frattempo, a Fiumicino sono scattati i primi controlli selettivi sui passeggeri extra‑Ue in arrivo dalla Spagna. Le verifiche dureranno un mese e riguarderanno la regolarità dei documenti al momento dell’ingresso in Italia.
A questo puntola Spagna ha deciso di introdurre controlli temporanei alle frontiere per i viaggiatori provenienti dall’Italia, come risposta diretta allostop a Schengenimposto da Roma. La misura è stata annunciata dal governo di Pedro Sánchez con un comunicato secco che conferma l’escalation diplomatica tra i due Paesi.L’Italia ha risposto con fermezza: “Non accettiamo ultimatum né imposizioni dall’estero”, ribadendo che la decisione è legata alla sicurezza nazionale e al rischio di nuove ondate migratorie.
Secondo Palazzo Chigi,lo stop resterà in vigore almeno fino al 15 agosto, data indicata dai servizi spagnoli come possibile momento di un nuovo tentativo di ingresso massiccio in Europa. Madrid, dal canto suo, giustifica i controlli con la “persistente pressione migratoria irregolare” – che c’è in Italia – e li manterràfino al 7 settembre.
Adessoil 13 agosto Piantedosi dovrà rendicontare le motivazioni di tale sceltae l’Italia potrebbe essere messa davanti un bivio: percorrere la via della diplomazia o procedere per quella della rottura e dell’isolamento.
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