Gli ultimi tre giorni sono stati scanditi dai ricorrenti attacchi del governo nei confronti della magistratura, o meglio di una corrente dellamagistraturache sarebbe “politicizzata” e quindi non in grado di svolgere il suo lavoro senza essere influenzata da una determinata parte della politica. Lo scontro, che già in passato è stato piuttosto acceso, oggi è di nuovo capillare a causa della decisione del Tribunale di Roma che non ha convalidato iltrattenimento dei dodici migranti in Albaniaa causa della loro provenienza da un Paese che la Corte di Giustizia europea non ritiene sicuro.
Proprio a seguito di questa decisione, avrebbero avuto inizio le prime insinuazioni nei confronti della giustizia e delle opposizioni, che secondo l’esecutivo avrebbero collaborato per portare al fallimento della prima messa in atto dei centri in Albania. Oggi ha quindi deciso di prendere la parola il presidente dell’Associazione nazionale magistrati,Giuseppe Santalucia, che in un intervento adAgoràsu Rai 3 ha voluto sottolineare che non esiste alcuna intenzione da parte dei magistrati di ostacolare il lavoro del governo o dello stesso Presidente del Consiglio.
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Giorgia Meloni, infatti, ieri avrebbe alzato i toni della questione, pubblicando sui suoi profili social uno stralcio di una e-mail inviata dal sostituto procuratore della CassazioneMarco Patarnelloalla mailing list dell’Anm in data 19 ottobre, in cui sembrerebbero essere presenti dei riferimenti all’operato del premier e un avvertimento nei suoi confronti: “Meloninon ha inchieste giudiziarie a suo carico e quindinon si muove per interessi personali ma per visioni politichee questo la rende molto più forte. E rende anche molto più pericolosa la sua azione“.
Santalucia: “Lo scontro è con le istituzioni europee“
Il presidente dell’Anmha quindi voluto chiarire una volta per tutte che il sistema della magistratura, per intero, “non è contro il governo” e che “sarebbe assurdo pensare che l’ordine giudiziario, un’istituzione del Paese, sia contro un’istituzione del Paese quale è il potere politico“. Santalucia ha infatti specificato che l’obiettivo dei magistrati non è mai lo scontro politico ma la difesa dell’autonomia e dell’indipendenza dell’ordine giudiziario da interventi esterni.
Secondo le dichiarazioni del presidente, quindi, al momento non avrebbero senso le accuse dell’esecutivo nei confronti dei magistrati, poiché questi non avrebbero fatto altro che seguire le linee guida espressamente redatte dalla Corte di Giustizia europea. “Sappiamo che un regolamento dell’Unione europearenderà questa materia più flessibile, maentrerà in vigore nel 2026” ha infatti dichiarato il presidente dell’Anm, facendo riferimento ai dossier del Patto su immigrazione e asilo dell’Ue, per poi aggiungere: “Oggi dobbiamo applicare la direttiva che c’è. Per come lo vedo io, non è uno scontro con la magistratura italiana, ma con le istituzioni europee“.

Questa sarebbe la stessa line a di difesa adottata dal centrosinistra che, sin dal giorno in cui la decisione di trasferire 12 migranti in Albania è stata resa pubblica, hanno sottolineato come questasceltaandassefortemente in contrasto con la sentenza dello scorso 4 ottobre, che prevedeva una revisione della lista dei Paesi sicuri, affinché non venissero trasferiti immigrati provenienti proprio da queste zone.
La Magistratura democratica pubblica la mail di Patarnello
A seguito della pubblicazione da parte del premier Meloni di un breve stralcio della lettera del magistratoMarco Patarnello, la Magistratura democratica, di cui fa parte il diretto interessato, ha deciso di pubblicare integralmente il contenuto della mail, così che la frase rilasciata da Meloni possa essere contestualizzata e quindi compresa adeguatamente anche dai cittadini. Il messaggio ha inizio con unmonito riguardante gli attacchiche quotidianamente la magistratura subisce e che secondo Patarnello “non sonomai stati così forti, neppure ai tempi di Berlusconi“, per poi concentrarsi sulla figura del premier.
Meloni non avrebbe inchieste giudiziarie a suo carico e quindi non avrebbe un tornaconto personale nel suo attacco alla magistratura. Questo la renderebbe meno attaccabile e le semplificherebbe il compito di riformare la giustizia, “riscrivendo l’intera giurisdizione e non semplicemente un salvacondotto“. Inoltre, Patarnello sottolinea che questo obiettivo potrebbe essere raggiunto più facilmente anche perché la magistratura stessa è profondamente divisa e di conseguenza più debole rispetto al passato.
“A questo dobbiamo assolutamente porre rimedio. Possiamo e dobbiamo farlo. Quanto meno dobbiamo provarci. Sull’isolamento sociale non abbiamo il controllo ma sul tema della compattezza interna possiamo averlo” scrive infatti Patarnello, per poi aggiungere: “Non è accettabile chinare le spalle orao che qualcuno si ritagli uno spazio politico ai danni dell’intera magistratura“. Il magistrato mette in relazione la divisione della magistratura con la compattezza della maggioranza di governo, che grazie ad essa può esprimere una forza politica enorme e quindi “mettere in discussione un assetto costituzionaleribaltando principi cardine che consideravamo intangibili“.
Alla luce di questi elementi, Patarnello lancia un appello ai suoi colleghi, parlando di unità e chiarezza di intenti che però non abbiano come obiettivo finale “l’opposizione politica” la “difesa della giurisdizione e del diritto dei cittadini ad un giudice indipendente“. Il piano del magistrato democratico, quindi, sarebbe quello di aprire un dibattito interno alla magistratura così che “deliberi una reazione chiara e netta“. La lettera si conclude quindi con un riferimento al presidente dell’Anm: “Ieri ho sentito un buonSantalucia, pacato ma piuttosto chiaro. Vorrei che si sentisse chiaramente che rappresenta tutta la magistratura“.
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