Sanremo, Pucci si ritira ma La Russa non ci sta: “L’ho chiamato e gli ho detto di ripensarci”

Il presidente del Senato ha preso le difese del comico milanese Andrea Pucci, che ha rinunciato alla co-conduzione del Festival di Sanremo dopo le polemiche scoppiate nei suoi confronti. La Russa lo ha sentito telefonicamente per convincerlo a cambiare la sua posizione

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Ignazio La Russa interviene sul caso che coinvolge il comico Andrea Pucci e la sua decisione di fare un passo indietro dalla co-conduzione del Festival di Sanremo, esprimendo pubblicamente solidarietà e auspicando un ripensamento. Il presidente del Senato ha riferito di aver contattato personalmente Pucci per manifestargli vicinanza, sia sul piano umano sia su quello professionale.

La Russa difende il comico milanese

Capisco la sua scelta, presa da una persona perbene – ha dichiarato La Russama spero che possa tornare sui suoi passi“. Al centro dell’intervento del presidente del Senato c’è soprattutto la difesa della libertà di satira, che, secondo La Russa, non dovrebbe mai essere oggetto di censura, indipendentemente dall’orientamento politico di chi la pratica.

L’ho sempre pensato – ha aggiunto – anche quando sul palco di Sanremo si esibivano comici dichiaratamente di sinistra. Lo ribadisco oggi nel caso di Pucci“. Un riferimento esplicito al Festival e alle polemiche che negli anni hanno spesso accompagnato la presenza di artisti e comici sul palco dell’Ariston.

Nel suo messaggio, La Russa ha voluto anche sottolineare la propria solidarietà nei confronti della famiglia del comico, dopo le minacce ricevute nei giorni scorsi. Un gesto che, nelle intenzioni del presidente del Senato, vuole riportare il dibattito su toni più civili e ribadire un principio di fondo: la satira come spazio libero di espressione, da tutelare al di là delle appartenenze politiche.

I motivi del dietrofront di Pucci

Andrea Pucci ha spiegato le ragioni del suo passo indietro dal Festival di Sanremo dopo le polemiche e le critiche esplose in seguito all’annuncio della sua partecipazione. “Il mio lavoro è far ridere la gente da 35 anni, anzi da sempre“, sottolinea il comico, rivendicando una carriera costruita portando sul palco usi, costumi e caratteristiche dell’uomo e della donna, con l’unico obiettivo di regalare leggerezza e sorrisi al pubblico.

Pucci denuncia però un clima diventato insostenibile: “Gli insulti, le minacce e gli epiteti rivolti a me e alla mia famiglia sono incomprensibili e inaccettabili“. Ad accendere ulteriormente la polemica è stata anche Selvaggia Lucarelli, che sui social ha criticato duramente la decisione artistica, ricordando precedenti battute giudicate offensive.

Secondo il comico milanese, l’ondata mediatica negativa legata alla sua presenza a Sanremo ha compromesso il rapporto di fiducia con il pubblico: “Sono venuti meno i presupposti per esercitare serenamente la mia professione“, e per questa ragione avrebbe deciso di non voler più partecipare alla kermesse. Pucci ha poi ringraziato Carlo Conti per l’invito, ma si dice intenzionato a confermare la sua scelta.

Un caso questo, che a poche settimane dall’inizio del Festival, riapre il dibattito sul confine tra satira, libertà di espressione e responsabilità del servizio pubblico.

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