“Noi ci troviamo in una fase storica del nostro servizio sanitario, e dei servizi sanitari regionali. Assistiamo fortunatamente a grandi evoluzioni di prodotti nuovi: farmaci, dispositivi medici, tecnologie particolarmente performanti, che consentono di curare pazienti che altrimenti non sarebbe curati, e che ci consentono di gestire e di allungare la vita dei pazienti”. Queste le parole di Fausto Bartolini, del comitato scientifico dell’evento del 20 e 21 settembre al Senato della Repubblica, “Un SSN universale, equo e garantito: l’innovazione terapeutica, un diritto per tutti”. Ma allo stesso tempo paradossalmente questo enorme beneficio assistenziale si traduce poi nell’aumento dei costi in maniera esponenziale”.
Questo chiaramente contrasta con le limitate risorse che abbiamo e la necessità di garantire questi prodotto nuovi. Come fare? – chiede Bartolini – Noi spesso ci confrontiamo a livello nazionale, ma se continuiamo a lavorare autonomamente nell’ambito delle nostre regioni, rimaniamo inermi. E non otteniamo risposte”.
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“Dunque dobbiamo riunirci tutti insieme – propone – come abbiamo fatto oggi in occasione di questo evento, per la prima volta, insieme a tutti gli attori del settore dell’assistenza farmaceutica a partire dalle istituzioni nazionali e regionali, le associazioni di categoria, le associazioni scientifiche, le industrie, i pazienti, e dobbiamo sviluppare e proporre ai decisori delle soluzioni tecnico-organizzative, anche economiche, che consentano poi di razionalizzare l’attuale organizzazione, intervenire e utilizzare le tecnologie per quel paziente che ne ha bisogno, per quel periodo, e non per altri pazienti che non ne hanno bisogno, quindi l’appropriatezza dell’utilizzo delle risorse.
È chiaro che al pari servono maggiori risorse, ma noi non proponiamo questo: bensì ci dobbiamo concentrare su soluzioni tecniche. Dunque in questa culla del legislatore che è l’Aula principale del senato, tutti mettono il loro concreto contributo, che noi poi raccogliamo mettendolo insieme in un documento che daremo a tutti i livelli decisionali. E se questo nuovo modello di lavoro funziona – conclude Bartolini – noi lo riproporremo come un appuntamento periodico o annuale”
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