Il leader della Lega, Matteo Salvini, ha sepolto il sogno di tornare al Viminale come ministro dell’Interno. Almeno per questa legislatura. “Mi piace fare bene il lavoro per cui gli italiani mi pagano lo stipendio in questo momento e fino a fine legislatura è sistemare strade e ferrovie“, ha dichiarato nel corso della puntata di Quarta Repubblica, che andrà in onda questa sera. Il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, solo lo scorso anno, dopo la vittoria del processo Open Arms, aveva manifestato la volontà di tornare ad essere il ministro dell’Interno.
Un rimpasto non possibile, visti in cambiamenti che già erano accaduti all’interno del governo italiano. Oggi, invece, la situazione sembra ben diversa. “Se rivinceremo le prossime elezioni, sicuramente occuparmi di ordine pubblico, antimafia, antidroga e legalità, sicuramente non è una cosa che mi spaventa“, ha dichiarato con una certa convinzione.
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Per quanto riguarda, invece, il processo a Open Arms, il ministro ha ricordato come il prossimo mercoledì si terrà il processo in Cassazione. Salvini è accusato di sequestro di persona in relazione ai migranti trattenuti a bordo della nave che dà il nome al processo. “Rifarei esattamente tutto quello che ho fatto, perché ho bloccato gli sbarchi e ridotto i reati e i morti in mare“, assicura, chiarendo di non credere che questo operato possa essere considerato una colpa. “I giudici operano come credono, ma io non ho paura“, ha poi dichiarato con una certa convinzione.
Salvini: “Prudenza prima di parlare di nuove armi all’Ucraina”
Sono numerosi gli argomenti che il ministro ha affrontato in questa giornata. Per quanto riguarda le sue posizioni in materia del conflitto in Ucraina, Salvini rigetta l’accusa di essere filo-russo. “Io sono filoitaliano“, ha dichiarato, sostenendo di credere che “dopo quasi quattro anni guerra le diciannove ripetute sanzioni che dovevano mettere in ginocchio Putin hanno invece messo in ginocchio le economie occidentali e le bollette degli italiani, non Putin“.
In questo senso, quindi, il vicepremier si dice contrario all’invio di nuove armi a Kiev. “Adesso, a dicembre 2025, dico prudenza prima di parlare di altre armi, di esercito europeo, di riarmo europeo“, ha chiarito, sostenendo che in passato la Russia non è stata fermata neanche da Hitler o Napoleone, per cui “difficilmente ci riusciranno Kallas, Macron, Starmer e Merz“.
Salvini, comunque, ha specificato che con questa linea di pensiero non sta difendendo l’invasore, ma sta cercando di rimettere in ordine le priorità del nostro Paese. “L’emergenza per l’Italia non arriva da Est, ma da Sud, dall’immigrazione e dai clandestini, non da un’improbabile invasione di carri armati sovietici“, ha dichiarato con convinzione a Quarta Repubblica.
Salvini: “Sulle Olimpiadi i miei cantieri procedono in orario”
Sul tema delle Olimpiadi di Milano-Cortina, invece, il ministro ha annunciato con un certo orgoglio che tutte le opere di sua competenza stanno procedendo come auspicato. Nel corso del suo intervento durante la cerimonia per la posa della prima pietra della ciclopedonale che porta da Abbadia Lariana a Lecco, Salvini ha spiegato che i tecnici, gli operai e le imprese sono al lavoro 7 giorni su 7, tutto il giorno.
“Qualche problema c’era a Milano su opere seguite dal Comune, ma sto lavorando per essere perfettamente puntuale e accogliente“, ha poi dichiarato, rassicurando i presenti. Per quanto riguarda le possibili infiltrazioni di acqua a Tirano, Salvini ha ricordato che mancano due mesi alle Olimpiadi e tutti sono al lavoro per rendere stabile il terreno in vista dell’inizio dei Giochi Olimpici.
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