Salvini su Vannacci: “Capitolo chiuso, nessuna preoccupazione”

Il leader della Lega, Matteo Salvini si esprime sull'addio di Vannacci al partito. Non c'è alcun rancore, si tratta di un capitolo chiuso che non genera preoccupazioni, l'addio del generale toglie solo 500 mila voti alla Lega

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Oltre l’umano dispiacere per la chiusura di un rapporto, il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, ha dichiarato che non ci sarebbe nulla di più da dire sull’addio del generale Roberto Vannacci alla Lega. Durante una conferenza stampa sul referendum della giustizia alla Camera, il vicepremier ha parlato, con un tono risoluto ma non senza una vena di risentimento, ricordando che nei suoi 35 anni di militanza ha visto tanti “ingrati” voltare le spalle alla Lega. Stando alle sue parole, non c’è alcuna delusione nè preoccupazione: con la separazione di Vannacci, il partito perderebbe “solo 500 mila voti“.

Salvini ha colto l’occasione per sottolineare ciò che percepisce come opportunismo del generale. La Lega, ha ricordato, gli aveva offerto sostegno e protezione nei momenti difficili, “quando tutti lo attaccavano“. In cambio, Vannacci avrebbe riservato alla Lega solo un gesto di distacco, pur mantenendo il seggio in Parlamento europeo. Questo, ha ammesso Salvini, rimane forse l’unico nodo ancora in gola al leader del partito.

Come Vannacci arrivò alla Lega di Salvini

Il generale Vannacci, ligure di nascita ma toscano di adozione, si è fatto notare nel 2023 con la pubblicazione del libro autoprodotto intitolato “Il mondo al contrario“, che lo pose sotto i riflettori perché conteneva frasi omofobe e razziste. Mentre lo Stato maggiore dell’Esercito italiano si dissociava dai contenuti, sospendendolo e decurtandogli lo stipendio, Vannacci si faceva strada nello scenario politico italiano. Da quel momento il suo nome nome iniziò a risuonare nell’opinione pubblica, divenne europarlamentare e arrivò alla vicesegreteria della Lega.

L’addio di Vannacci segna la chiusura di un capitolo controverso, ma Salvini lascia intendere che la Lega non vacilla. Tra rancori personali e bilanci politici, il partito sembra pronto a voltare pagina senza drammi e senza strappi istituzionali, concentrandosi sulle sfide future, dai referendum alle prossime elezioni. Come spesso accade in politica, il passato resta un ricordo e il futuro, con i suoi equilibri da ricalcolare, è tutto da scrivere.

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