Il decreto sicurezza resta una delle priorità della Lega di Matteo Salvini. A ricordarlo è stato lo stesso vicepremier nel corso di una intervista a Rtl 102.5, in cui ha commentato l’omicidio di Abanoub Youssef, il 18enne accoltellato a morte in classe lo scorso venerdì. Un episodio di una violenza inaudita che ha spinto l’intera classe politica ad una riflessione sulla crescita degli episodi di violenza tra giovanissimi.
Salvini ha ricordato che il nuovo decreto sicurezza è in lavorazione ormai da mesi, ma che può essere implementato con le norme che più sono necessarie al nostro Paese. Quindi, di fronte a quanto accaduto a La Spezia, la Lega si è interrogata sul bisogno di intervenire in contesti specifici, dove solitamente sono presenti un gran numero di studenti stranieri.
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“Ci sono alcune realtà con tassi di studenti stranieri superiori al 50%, con una quantità di etnie e di presenze con difficoltà anche a parlare italiani e con famiglie problematiche“, ha spiegato il volto del Carroccio, aggiungendo che spesso a incidere sui comportamenti dei giovani di seconda generazione non è soltanto l’educazione, ma anche la mancanza di integrazione.
All’interno del decreto, quindi, saranno inserite norme che andranno a legiferare su ambiti al momento eccessivamente scoperti. Oltre alle norme anti coltello, la Lega vorrebbe inserire anche una legge che privi i giovani stranieri dei benefici legati all’immigrazione nel caso in cui non rispettassero le leggi del nostro Paese. Una decisione dura che però, almeno secondo il Carroccio, sarebbe necessaria a tutelare la sicurezza stessa del nostro Paese.
Salvini: “L’Europa non può fare il bullo sulla Groenlandia”
Salvini, poi, si è concentrato anche su temi di politica estera. Nello specifico, il segretario della Lega ha voluto commentare la linea dell’Italia in relazione alla questione groenlandese. Le minacce di Donald Trump alla sovranità territoriale dell’isola dell’Artico sembrano non preoccupare eccessivamente il vicepremier, il quale ha dichiarato di aver apprezzato “la linea prudente” adottata dall’Italia in questo frangente.
Il ministro dei Trasporti ha comunque riconosciuto di credere che il futuro della Groenlandia possa essere deciso solamente dai suoi cittadini e non da potenze esterne. Salvini ha voluto però criticare anche la reazione “disunita, disorganizzata e scoordinata dell’Europa“. Il vicepremier ha parlato di una Ue divisa a metà, con una parta comandata da Parigi e Berlino, che vogliono azioni militari e sanzioni, e un’altra da lui considerata “più ragionevole“.
“Prima di mandare soldati in Groenlandia o da qualche parte del mondo, a Parigi e a Berlino dovrebbero pensarci“, ha tuonato il leader leghista, per poi aggiungere: “Mi sembra che tutto Bruxelles possa permettersi di fare fuorché atteggiarsi da bullo“. Il riferimento di Salvini è alle mancanze europee sul fronte della ricerca e dell’innovazione. “Penso che sia più utile per noi, per gli italiani e per gli europei avere istituzioni europee che pensano alla diplomazia, all’accordo al lavoro“, ha continuato convinto.
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