Salvini è sicuro e sereno, pronto a scacciare via ogni dubbio: “Il Ponte sullo Stretto si farà – insiste – il progetto nasce con una norma di legge del 1971, e lo scopo è che il 52esimo anniversario corrisponda con la copertura economica dell’intero costo che, in 10 anni, non dovrà superare i 12 miliardi di euro”. Così il ministro delle Infrastrutture parla a tutti della scuola di formazione politica di Annalisa Chirico, The Young Pope, a cui ieri hanno partecipato 10 ministri.
Salvini: “Il mio rapporto con Giorgia è disteso”
La manovra “conterrà tutto ciò che è necessario per recuperare qualche decennio perso” – afferma Salvini convinto. Le tensioni con la Meloni? “Il mio rapporto con Giorgia è assolutamente disteso al di là delle bufale dei giornali” — ha tuonato dopo il Consiglio dei ministri di mercoledì sera.
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I soldi per dare il via ai cantieri del Ponte ci sono
“La copertura economica dell’intero costo del progetto, è una cosa che non abbiamo mai nemmeno immaginato — spiega a suoi il segretario leghista il ministro all’Economia Giancarlo Giorgetti e i capigruppo delle due Camere, Massimiliano Romeo e Riccardo Molinari durante l’incontro di ieri al Senato. In sintesi, in Finanziaria ci saranno alcune centinaia di milioni per dare il via ai cantieri di partenza, mentre il costo totale del Ponte sarà registrato in conto investimenti, spalmato in circa 12 d’anni, ma la cifra precisa in manovra non è ancora chiara, in quanto l’opera è in revisione.
“L’opera è pronta a consegnare alla Società Stretto di Messina – ha detto Pietro Salini, l’amministratore delegato di Webuild, il general contractor dell’infrastruttura – la documentazione integrativa di aggiornamento del progetto definitivo entro il 30 settembre”. “Non sarà tutto nella legge di Bilancio 2023 – ammette Salvini – abbiamo altri quattro anni. Ho invitato personalmente, la commissaria europea ai Trasporti Adina Valean, all’apertura dei cantieri nell’estate 2024″ – in quanto – “è sempre attenta alle istanze italiane”, afferma Salvini, tanto sicuro da iniziare a fare gli inviti.
E poi “quando fai la legge di Bilancio cadono tanti uccelli del malaugurio perché o un finanziamento per il Ponte c’è o non c’è, tertium non datur”. Ma “siccome ci sarà, il primo obiettivo è che il treno attraversi il collegamento stabile non fra Messina e Villa San Giovanni ma fra Palermo, Reggio, Roma, Milano, Berlino e Stoccolma, nel 2032”.
L’ottimismo di Tajani, “una grande opera sognata da Silvio…”
“Le previsioni ci dicono che dal prossimo anno le cose andranno meglio e potremo realizzare le grandi infrastrutture, a cominciare dal Ponte che è una grande opera sognata da Silvio Berlusconi – afferma ottimista il ministro degli esteri Antonio Tajani – Mi auguro si possa iniziare a lavorare per realizzarla”.
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