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Salvini contestato durante il concerto per De André: “Io lo amo dai tempi del liceo” | VIDEO

Matteo Salvini si è presentato al concerto commemorativo per Fabrizio De André e una ragazza dalla platea lo ha contestato. Dori Ghezzi dal palco ha placato la platea, mentre Alice De André ha applaudito la giovane per il coraggio: "Mio nonno avrebbe voluto proprio questo"

6 Min di lettura

Ieri all’Agnata, in Sardegna, si è svolto l’annuale concerto dedicato aFabrizio De Andrée tra i presenti c’erano sul palcoDiodatoeDori Ghezzi.Seduto in prima filaMatteo Salviniche era andato per assistere alla commemorazione, essendo fan dell’artista sin da piccolino. Dopo averlo visto,una ragazza dalla platea si è alzata e lo ha contestato, ritenendo che quello non fosse posto adatto a lui e che non fosse corretta la sua presenza lì:De André non avrebbe voluto.

CosìMatteo Salvini ha postato il video delle contestazioni– a cui lui ha risposto un giorno dopo – e la replica diDori Ghezzi, vedova di De André, che dal palco ha invitato la giovane a calmarsi perché la democrazia vuole dare spazio a tutti,sia alla destra sia alla sinistra.

Salvini e lo sfogo sui social dopo le contestazioni

“Ma cosa sta succedendo?Davvero siamo arrivati al punto in cui qualcuno decide chi può ascoltare De André e chi no?Chi può stare a un concerto e chi andarsene? Io sono anche abituato a contestazioni e insulti, a volte può accadere, nessun dramma. Faccio politica da una vita: non è questo il problema”, cosìMatteo Salvinisui social, mentre pubblica il video delle contestazioni ricevute in Sardegna.

Poi prosegue: “Quella ragazza aveva anche il diritto di contestarmi (anche se ha disturbato l’artista, Dori e tutto il resto del pubblico) così come io ho il diritto di risponderle. Funziona così,si chiama democrazia. Ma nessuno – e ripeto nessuno – può decidere quali cantanti io possa ascoltare, quali libri leggere o non leggere, quali film guardare. Amo De André dai tempi del liceo, grazie ai dischi dei miei genitori”.

Ho avuto la fortuna di ascoltarlo tante volte dal vivo e nel 2003 ho avuto l’onore, da consigliere comunale a Milano, di contribuire all’assegnazione dell’Ambrogino d’oro alla sua memoria. Quando passo da Genova per lavoro, cerco di trovare il tempo di portare una preghiera a Staglieno.Non so cosa direbbe Fabrizio oggi. E soprattutto non voglio far parlare i morti per dare ragione ai vivi. Non mi permetterei mai. So cosa dicono a me le sue canzoni, la sua musica, la sua voce. Mi emozionano, mi fanno pensare e qualche volta mi mettono anche in discussione.Sapete però cosa mi preoccupa davvero? Non quello che è successo a me. Ma il mondo che stiamo lasciando ai nostri figli. Un mondo in cui sei libero, ma solo se hai le idee ‘giuste’? In cui puoi ascoltare un artista, ma solo se hai la patente politica giusta? No. Non esiste. I nostri figli non devono chiedere il permesso a nessuno per essere liberi“, conclude poi il vice premier.

Alice De André commenta le contestazioni a Salvini

Poco dopo sui social è intervenuta ancheAlice De André, nipote del cantautore, sottolineando un concetto importante che riguarda la libertà di pensiero, ma ancheil volere di suo nonnoche forse sarebbe stato il primo a contestare la presenza del leader della Lega lì.

Io non so esattamente che cosa sia riuscito Salvini a capire dai testi di mio nonno. Forse la musica? Forse il la-la-la? Perché sui testi evidentemente abbiamo avuto qualche problema di comprensione.Dire che i loro pensieri, i loro valori e la loro idea di società siano diametralmente opposti è un eufemismo“, inizia così il lungo sfogo diAlice De André.

“A questo punto mi viene il dubbio cheDe André sia diventato una specie di santino nazionale. Quello che ascoltiamo tutti, celebriamo tutti, citiamo tutti. Pur che nessuno si azzardi a ricordare che cosa diceva realmente. Perché sì che quello poi diventa maleducato. Divisivo. Fuoriluogo.Una ragazza che contesta un politico ad un concerto di De André non è fuoriluogo? È forse una delle cose più coerenti che è successa durante tutta la serata. Mio nonno fermava i concerti per le contestazioni. Fermava la musica, parlava, discuteva. Quindi se proprio vogliamo parlare di rispetto, ieri Salvini poteva alzarsi e rispondere. Non indignarsi per essere stato contestato”,spiega la ragazza, sottolineando qual era la vera essenza di suo nonno in quanto artista militante. 

Poi conclude: “Soprattutto prendetevi il fatto che mio nonno, davanti a quella scena, avrebbe fermato il concerto. E probabilmente avrebbe chiesto aSalvini. Che ca**o ci faceva lì? Il ministro dei temporali, in un tripudio di tromboni, auspicava democrazia con la tovaglia sulle mani. E le mani sui co*lioni“.

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