Dopo mesi di sforzi diplomatici, dichiarazioni contraddittorie e speranze di ogni levatura, Donald Trumpè riuscito fare zoom out sul conflitto tra Russia e Ucraina, capendo di dover prendere le distanze da quello zar di Vladimir Putin. Infatti, l’amministrazione trumpiana è ormai convinta (o almeno sembra) che il piano di Mosca sia solo prendere tempo mentre avanza sul fronte della guerra alla conquista di territori. Una presa di posizione che è stata ben apprezzata dall’Unione europea come dal Presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, che ha espresso il proprio consenso a questo cambio di rotta.
Il premier, anche nel punto stampa dopo il bilaterale avuto con il cancelliere austriaco, Christian Stocker, a Palazzo Chigi, ha palesato ancora una volta come le mosse del titolare del Cremlino non siano affatto orientate a qualche tipo di intesa. Infatti, Meloni non ha esitato a sottolineare come non si vedano in alcuno modo “passi avanti sul lato russo:la Russia continua a colpire civili con attacchi sempre più brutali“. Comportamento che dimostrerebbe solo “quanto poco Mosca sia impegnata a costruire la pace che tutti perseguiamo“, anche dopo la disponibilità e la volontà di dialogo resa dall’amministrazione statunitense, “che Putin ha deciso di non accogliere“.
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Insomma, quello fatto dal premier potrebbe essere una breve sintesi degli ultimi avvenimenti sul fronte della guerra russo-ucraina, dove il “cambio di postura” da parte del presidente a stelle e strisce ha fatto colpo e viene “salutato positivamente” da ogni Paese membro dell’Unione.
Meloni: “Un futuro di pace, sicurezza e libertà per l’Ucraina”
Intanto, nel ricordare come Italia e Austria siano legate da un legame antico che oggi è più solido che mai, dove la penisola è “un ponte naturale tra l’Europa mediterranea e quella continentale“, così come l’Austria è “l’anello di congiunzione tra i due polmoni d’Europa, quello orientale e quello occidentale“, Meloni inserisce quella che è la comune vocazione al “fare rete e sistema con le nazioni europee“.
E proprio su questo si fonda l’intensa cooperazione avviata già su molti fronti e che si declina anche in una comune visione sull’iter da intraprendere per portare a termine il conflitto in Ucraina. Infatti, “l’obiettivo comune– ricorda il premier –è restituire all’Ucraina un futuro di pace, sicurezza e libertà” e per arrivare a questo possibile futuro, il percorso da affrontare, secondo i due leader risulta essere di duplice natura. Da un lato, continuare a sostenere Kiev “perché si possa difendere“, dall’altro, aumentare la pressione sulla Russia affinché Putin sia costretto a scendere a compromessi nella sede di un negoziato.
“L’Ucraina ha ripetutamente accettato il cessate il fuoco incondizionato, ha assicurato la disponibilità a sedersi al tavolo delle trattative, mentre sul lato russo continuiamo a non vedere passi avanti“, ha infatti rimarcato Meloniringraziando il cancelliere austriaco per il contributo finanziario ed umanitarioche l”Austria ha messo in campo e che ha garantito nell’ambito dell’Ukraine recovery conference, tenutasi a Roma la scorsa settimana, e “per averci aiutato in questa iniziativa“.
Cosa ne pensa la Russia
Intanto, dal fronte russo, il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov, riferisce il sentimento della Russia di fronte a questi ultimi svolgimenti, prima di tutto informando che Mosca non ha chiaro cosa intenda il presidente Trump quando dice che vatrovata un’intesa sull’Ucraina entro 50 giorni. Insomma, quella espressa sembra essere quasi incredulità alla luce delle parole del tycoon, anche perché come rimarcato dallo stesso ministro, “prima erano 24 ore, poi 100 giorni“, ha ricordato, “vogliamo davvero capire da cosa è guidatoil presidente degli Stati Uniti”.
Per Lavrov, Trump “è chiaramente sottoposto a pressioni da Nato e Unione Europea”. Ma il ministro degli Esteri ha ostentato sicurezza di fronte alla prospettiva di nuove misure punitive affermando di non avere dubbi che “sapremo gestire bene eventuali nuove sanzioni occidentali“, scagionando ogni possibilità che “che i nostri partner abbandonino gli impegni presi in formati bilaterali e multilaterali“.
Il Cremlino ha affermato che l’ultimatum lanciato ieri da Washington, così come le nuove consegne di armi promesse all’Ucraina, spingeranno Kiev a “prolungare la guerra“. Secondo Lavrov, inoltre, le dichiarazioni del presidente a stelle e strisce “sono molto gravi“, quindi “abbiamo bisogno ditempo per analizzare quanto detto a Washington, e se o quando il presidente Putin lo riterrà necessario, commenterà“.
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