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Roma sospende il memorandum con Israele: stop al rinnovo

Il governo prende le distanze da Netanyahu “in considerazione della situazione attuale”. Tel Aviv minimizza, mentre le opposizioni italiane parlano di scelta giusta ma tardiva

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Roma ha sospeso il rinnovo automatico del memorandum di cooperazione militare e di difesa con Israele, segnando una svolta nei rapporti bilaterali con Israele. La decisione è stata ufficializzata dallapresidente del ConsiglioGiorgiaMelonial termine di un punto stampa alVinitalydi Verona, poche ore prima del duro attacco di Donald Trump sul conflitto in Iran. “Quando ci sono cose che non condividiamo noi agiamo di conseguenza”, ha dichiarato la premier, spiegando che la scelta è maturata “in considerazione della situazione attuale”.

Il memorandum, firmato nel 2003 durante il governo Berlusconi, entrato in vigore nel 2016 con il governo Renzi e successivamente prorogato sotto l’esecutivo Draghi, costituiva una cornice per la cooperazione nel settore della difesa, inclusi lo scambio di materiali militari e la collaborazione tecnologica tra forze armate. La sospensione è stata formalizzata dal ministro della Difesa Guido Crosetto con una lettera indirizzata all’omologo israeliano Israel Katz, dopo un confronto con Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani. 

La posizione di Tel Aviv e la reazione di Teheran dopo la decisione di Roma

Il Ministero degli Esteri israeliano ha minimizzato l’impatto della decisione di Roma, sostenendo che il memorandum “non ha mai avuto un contenuto concreto” e che la sospensione “non danneggerà la sicurezza” del Paese. Più duro il giudizio dell’opposizione israeliana: Yair Lapid, leader del partito centrista Yesh Atid, ha parlato di “un nuovo fallimento di Netanyahu”, promettendo un cambio di rotta in caso di ritorno al governo.

Dall’Iran, invece, il presidente Masoud Pezeshkian ha citato l’Italia tra i Paesi da lodare per le prese di posizione contro “il bellicismo e i crimini del regime sionista”. 

Il dibattito politico italiano 

La decisione arriva dopo mesi di tensioni e prese di posizione critiche da parte dell’esecutivo italiano nei confronti dell’alleato israeliano. Infatti, nelle scorse settimane Roma aveva protestato per il divieto imposto al cardinale Pierbattista Pizzaballa di accedere al Santo Sepolcro e per gli attacchi al contingente italiano impegnato nella missione Unifil. A luglio, però, la Camera aveva respinto una mozione delle opposizioni per la sospensione dell’accordo, definendo il memorandum uno strumento utile al dialogo diplomatico.

Le opposizioni, che da tempo chiedevano lo stop, accolgono ora la svolta con scetticismo. Elly Schlein (Pd) parla di scelta “giusta ma tardiva” e chiede coerenza sul fronte europeo, a partire dalla sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele. Giuseppe Conte (M5s) definisce il governo “in colpevole ritardo”, pur riconoscendo che lo stop rappresenta “una buona notizia”. Riccardo Magi (+Europa) attribuisce la decisione a “convenienza elettorale”, mentre Avsrivendica una “vittoria del popolo italiano”.

Dal centrodestra, invece, il presidente del Senato Ignazio La Russa difende la linea dell’equilibrio. Matteo Salvini si dice d’accordo con la sospensione, pur senza entrare nel merito delle motivazioni, affermando: “Non lo so, non l’ho fatta io”. La posizione ufficiale dell’esecutivo resta quella di una sospensione temporanea, ovvero Roma sarebbe pronta a riattivare il memorandum qualora in Israele si insediasse un governo con un atteggiamento differente. 

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