“Sono stato costretto adabbandonare i lavoridella Commissione Politiche UE per protestare contro unaforzatura gravissimadella maggioranza. Avevamo chiesto di attendere le audizioni già calendarizzate su un provvedimento che incide direttamente su diritti e libertà dei cittadini“. Con queste parole, il senatore del Movimento 5 StellePietro Loreficedenuncia l’accelerazione del governo sull’us delriconoscimento faccialeda parte delle forze dell’ordine.
Per il pentastellato si tratta infatti di “un provvedimento cheincide direttamente su diritti e libertà dei cittadini” e sul quale bisognerebbe procedere con estrema cautela, giacché la misura “apre unaderiva pericolosae il Parlamento non può essere degradato a mera formalità“.
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Riconoscimento facciale, il ddl del governo e il Regolamento europeo
Il Consiglio dei ministri ha varato idecreti legislativi attuativi della legge italiana sull’intelligenza artificiale, che recepiscono ilRegolamento europeo AI Acte la legge delega 132 del 2025. Come riportaLa Repubblica,duesono le norme che destano particolare preoccupazione nell’opposizione, poiché riguardanp l’uso dell’IA da parte delle forze di polizia pervideosorveglianza, riconoscimento facciale e trattamento dei dati biometrici. Entrambe, tuttavia, sembrava vadano ben oltre le intenzioni di Bruxelles.
La prima prevede che in casi urgenti, comeminacce di terrorismo, gli agenti potranno ottenere l’autorizzazione dal pubblico ministero (anche in forma orale esenza l’intervento del gip) per usare idati biometrici raccolti con l’intelligenza artificiale. Al contrario, l’Ue chiede che in questi casi a prendere le decisioni sia un’autorità giudiziaria indipendente.
La seconda norma stabilisce invece che i sistemi di videosorveglianza possano essereintegrati con tecnologie di riconoscimento facciale a posteriori. Il meccanismo sarà attuabile dalle forze di polizia con l’autorizzazione di“un’autorità giudiziaria designata dal questore“. Anche qui, il testo europeo prevederebbe una figura terza. C’è poi una previsione moltocontroversa: sarà permessa la raccoltapreventivae la memorizzazione per sette giorni dei dati biometrici di tutte le persone che accedono a luoghi dove vi siaun’esigenza di ordine pubblico.
Le veementi critiche dell’opposizione
È proprio su quest’ultimo punto che si è concentrata la protesta delle opposizioni, che hanno denunciato come la raccolta preventiva dei dati biometrici sia“incompatibile con il regolamento europeo“, il quale non permette l’uso del riconoscimento faccialesenza collegamento con un reato. In sintesi, si avverte, “si rischia la costituzione di un archivio di volti, orari e luoghi costruitoin via anticipatoriasu una platea di cittadini che non sono sospettati di alcunché“.
Mail governo ha frettae oggi ha sollecitato le commissioni di Camera e Senato ad esprimere iparerinel più breve tempo possibile, i quali saranno gli unici passaggi parlamentari prima che il provvedimento di Palazzo Chigi sia valido. Le opposizioni hanno risposto con plateali proteste, con alcuni deputati e senatori che hanno deciso diabbandonare l’aula.
Ad essere criticato è soprattutto lo strumento normativo usato, ovvero ildecreto legislativoche, secondo il capogruppo Pd in commissione Affari costituzionaliAndrea Giorgis, “priva il Parlamento di uncontrollo effettivo” su un tema delicato che dovrebbe invece richiedere “una discussione puntuale su ogni singolo passaggio e la possibilità di prevedere modifiche“. Ben più caustico il commento del senatore demFilippo Sensi: “Criticità enormi taciute, approfondimento soffocato, la commissione usata come una clava sulla libertà dei cittadini: un altro mattoncino perlo Stato di Polizia che verrà“.
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