Domenica scorsa, il capogruppo di Azione alla Camera, Matteo Richetti, ha vissuto una giornata al limite del paradossale. Nel corso di poche ore, il deputato è stato vittima di ben due furti, avvenuti in città diverse e con esiti completamente opposti. Un caso più unico che raro che, però, ha spinto il deputato e lo stesso leader di Azione, Carlo Calenda, a ricordare al governo come la microcriminalità tenga ancora sotto scacco il nostro Paese.
Richetti: il racconto dei due furti
Secondo quanto raccontato dallo stesso Richetti, il primo borseggio si è verificato sul treno che da Brescia li ha riportati a Roma. Il malcapitato era in viaggio con Calenda ed Ettore Rosato, in quanto tutti e tre avevano preso parte alla festa di compleanno del collega Fabrizio Benzoni. Alla sosta del treno a Firenze, Richetti ha deciso di scendere dal treno per portare il proprio cane a fare i bisogni.
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Tornato sul vagone, poi, l’amara scoperta: il suo zainetto non c’era più. Allertato il capotreno di quanto accaduto, Richetti ha scoperto che questa pratica del borseggio succede molto frequentemente durante la sosta a Firenze. “Dentro c’erano l’Ipad e altri oggetti personali. Insomma, un po’ di roba“, ha raccontato il deputato, parlando del contenuto del suo zaino.
Purtroppo, la disavventura di Richetti non si conclude con questo episodio. Il deputato era sceso a Roma insieme ai due colleghi e aveva preso insieme a essi una macchina per tornare a casa. Proprio in questa si sarebbe verificato i secondo furto. Mentre tutti e tre erano in auto, un ragazzo si è avvicinato al portellone del bagagliaio, lo ha aperto ed ha preso il trolley del membro di Azione.
Richetti e le critiche al governo sulla microcriminaltà
“Per fortuna l’autista è stato pronto e ha raggiunto a tutta velocità il ragazzo. Sono arrivati anche i carabinieri che hanno fermato il ragazzo e io, almeno il trolley, l’ho recuperato“, ha raccontato, mettendo in luce il paradosso di questi due eventi accaduti nella stessa giornata.
Lo stesso Carlo Calenda ha poi commentato l’accaduto, specificando che il governo dovrebbe agire per cercare di risolvere queste problematiche. “Invece di fare i centri per i rimpatri in Albania, facciamoli in ogni regione italiana e che funzionino, che le persone vengano mandate a casa“, ha sostenuto il leader di Azione, per poi aggiungere: “Le persone che vengono colpite dalla microcriminalità sono quelle più deboli, non quelle più forti“.
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