“Abbiamo deciso di utilizzareSafechiedendo un intervento di14,9 miliardi entro la fine dell’anno, formuleremo la nostra proposta, poi dirà l’onorevoleCrosettoper come investirli nell’anno successivo“. Così il ministro degli EsteriAntonio Tajani, che è intervenuto davanti alle Commissioni Affari Esteri e Difesa di Camera e Senato insieme al titolare della Difesa per l’informativa sugli esiti delVertice Nato svoltosi ad Ankaradel 7-8 luglio scorsi.
“Il programma Safe per come è stato impostato è uno strumento di finanziamento della spesa militare,non aggiuntivo di quella prevista a bilancio, per cui in Italia è un’alternativa al Bot“, ha aggiunto il titolare della Farnesina, precisando in ogni caso che Palazzo Chigi per il momento ha solamente“prenotato”le risorse del meccanismo europeo, riservandosi di decidere entro fine anno come utilizzarle. Una postilla che lascia intendere come il governo non abbia ancora unalinea d’azione definitivasui sopracitati 14,9 miliardi.
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Riarmo, il programma Safe
Entrato in vigore il 29 maggio del 2025, Safe è unostrumento di azione per la sicurezzadei Paesi membri dell’Ue. Secondo il regolamento, fornisce assistenza finanziaria sotto forma di prestiti con l’obiettivo di aiutare gli Stati europei ad aumentare rapidamente e in modo significativo gliinvestimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni.
Insomma, per il nostro Paese è un importante passo in avanti verso ilriarmo, questione divenuta centrale nel Vecchio Continente dopo l’esplosione dellaguerra in Ucraina, che ha riacceso il pericolo della minaccia militare rappresentata dallaRussia. Ad essere centrale è anche la richiesta del presidente degli Stati UnitiDonald Trumpagli alleati Nato diinnalzare le spese per la difesa al 5%, stante la volontà del tycoon di ridurre l’impegno di Washington all’interno dell’Alleanza.
Da parte sua, il governo italiano era stato a lungo indeciso sul ricorso al Safe per motivi diopportunità politica. Infatti, con l’avvicinarsi della campagna elettorale in vista delle elezioni politiche del 2027, e considerate le crescenti incertezze economiche causate dalloshock energetico, non si voleva concentrare gli sforzi di bilancio sullespese militari. Il tema è infatti poco spendibile davanti agli elettori e che non raccoglie certo il consenso dei cittadini schiacciati dalle ristrettezze economiche.
Tajani: “Disponibili a missioni ad Hormuz solo con cessate il fuoco”
Parlando poi dellacrisi in Medio Oriente, Tajani ha affermato che l’Italia è disponibile a partecipare a missioni nelloStretto di Hormuze in Libano, ma specificando che“non andrà mai da sola”. Imprescindibile, come ribadito più volte dall’esecutivo, è inoltre il raggiungimento di una condizione dicessate il fuoconell’area, affinché Roma intervenga con operazioni dipeacekeeping. “Parteciperemo ad iniziative di tipo militare solamentesotto una bandiera internazionale, sia essa dell’Unione Europea o quella delle Nazioni Unite, o comunque frutto di una decisione dell’Onu“, ha chiosato il titolare della Farnesina.
Carfagna (Noi Moderati): “Aumento spesa militare non è per compiacere Trump”
Le decisioni annunciate da Tajani sono state apprezzate dagli alleati della maggioranza di governo.Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati ha detto di condividere le scelte sulla Difesa “a fronte delle nuove esigenze determinatesi dopo ildisimpegno degli Stati Uniti“. Vista la delicata situazione internazionale, è quindi opportunorafforzare l’integrazione europeae consolidare il ruolo di Bruxelles all’interno della Nato.
Per l’ex ministro per le pari opportunità si tratta di unascelta obbligatae chi contesta l’azione del governo in materia “dovrebbe spiegare invece quali sono le conseguenze cui andremmo incontro preferendol’isolamento internazionale, con l’irrilevanza in tutti i tavoli dove si discute del futuro dell’Occidente e dell’Europa“. Carfagna ha poi precisato che l’aumento delle spese per gli investimenti militari non nascono dalla volontà dicompiacere Trump, bensì “per far fronte allenuove minacceche sono sotto gli occhi di tutti“, ed è dunque sbagliato far passare l’idea che siano il frutto diun’emergenza inventatao di un allarme senza fondamento.
Prova ne è il fatto che molti altri Paesi come Germania, Francia, Gran Bretagna e Spagnahanno accettato di superare il3,5% del PIL in Difesa. “La sfida è tenere insieme le nuove esigenze dell’Occidente e dell’Europa e gliinvestimenti sociali necessari. È una sfida difficile, che il centrodestra ha accettato e occorre continuare ad andare avanti con la stessadeterminazioneche ci ha contraddistinto fino ad ora“, ha concluso la deputata di Noi Moderati.
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