Come i prestigiatori che sfilano la tovaglia da una tavola apparecchiata, Enrico Costa rilancia la responsabilità civile dei magistrati in una domenica di fine maggio, nella domenica delle Amministrative, e a due mesi dal ko del centrodestra sul referendum sulla Giustizia.
Il neo capogruppo alla Camera tira fuori la storica battaglia di Silvio Berlusconi annunciando che sta predisponendo una proposta di legge. Che sarà discussa in maggioranza e il Guardasigilli Carlo Nordio il prossimo 3 giugno durante un vertice. Ma cosa ne pensano in maggioranza? La Lega, con la responsabile Giustizia, Giulia Bongiorno, apre, parlando di “piena condivisione” e di “priorità”. L’unica stretta di maglia da parte della senatrice è che la legge sia “equilibrata, non scritta frettolosamente e non dovrà apparire come una norma punitiva nei confronti di qualcuno”.
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Da Fratelli d’Italia, invece, tutt’altra accoglienza. Dal partito del premier Giorgia Meloni, fuor di taccuino, si registra un’ombra di perplessità per le modalità dell’annuncio di Costa. Ovvero, via social. Per non parlare del solito tema delle “priorità in agenda”. Ma siccome non ci si può permettere altri attriti interni, da via della Scrofa e da Palazzo Chigi, inizia a tirare l’aria dello spirito di coalizione. Quindi, i Fratelli decidono che a presentare pubblicamente il dossier sarà il neo sottosegretario di via Arenula, Alberto Balboni.
“Ogni proposta di un gruppo della maggioranza merita di essere valutata– dichiara con i piedi di piombo il successore di Andrea Delmastro –Per ora mi sembra si tratti di un annuncio. Vedremo nel merito i contenuti. La materia è delicata, occorre bilanciare con prudenza i diversi interessi in gioco“. Insomma, tutta la terminologia della prudenza senza sbavature che si poteva mettere in campo è stata utilizzata.
In ogni caso, una tale accelerazione da parte di Costa su un tema caro al fondatore di Forza Italia, arriva di certo nel segno del nuovo corso che il partito ha inforcato, nonché impresso dai figli del Cav, Marina e Pier Silvio, affamati di battaglie da sbandierare per ritrovare l’essenza di FI. E come da trend delle ultime settimane, il leader azzurro, Antonio Tajani, è stato avvisato in modo indiretto, cioè dalle stesse agenzie che battevano la notizia, ma si dice d’accordissimo sul rilanciare il tema.
Ma da cosa arriva nella sostanza questa spinta di Forza Italia? Niente di più concreto che dai dati. In 15 anni, dal 2010 al 2025, ci sono state solo 15 sentenze sfavorevoli allo Stato per responsabilità civile dei magistrati su 872 cause. Da quanto trapelato infatti, Costa punterebbe ad intervenire in modo “chirurgico” sulla questione: la proposta di legge dovrebbe infatti intervenire sulla clausola della norma secondo cui ad oggi “non può dar luogo a responsabilità l’attività di valutazione del fatto e delle prove”. E e si punta ad ampliare anche il raggio d’azione della “colpa grave”.
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