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Report, tensione tra Ranucci e Gasparri sulla puntata dedicata alle stragi di mafia

Secondo il senatore Maurizio Gasparri, la puntata di Report di stasera sulle stragi di mafia andrebbe bloccata, chiedendo un'interrogazione parlamentare a Urso e Nordio

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Sigfrido Ranucci annuncia su Instagram che Maurizio Gasparri si sarebbe opposto alla messa in onda di Report di questa sera, dove si parlerà di un’inchiesta che riguarda le stragi di mafia: “Il senatore Gasparri con le sue agenzie sta cercando di fermare l’inchiesta di questa sera sulle stragi di mafia. Ma Report andrà in onda regolarmente”.

Inoltre “manderà in onda gli audio rimasti per circa 20 segreti dove Alberto Lo Cicero, autista del boss Mariano Tullio Troia, parla della presenza di Stefano Delle Chiaie, leader di Avanguardia Nazionale, a Capaci, e di sopralluoghi pochi giorni prima della strage dove è stato posto l’esplosivo. Un’inchiesta a firma di Paolo Mondani”, dando appuntamento alla puntata.

Report, Gasparri: “Report sembra coinvolto in un’altra inquietante vicenda”

Maurizio Gasparri in una nota si è rivolto alla Vigilanza Rai in merito a dei documenti che la trasmissione Report avrebbe usato per mandare in onda la puntata di questa sera, dove verrà affrontato un tema scottante: “Ho letto con grande sconcerto le notizie riguardanti Giangaetano Bellavia, un consulente della trasmissione della Rai, Report, ma anche della Procura di Milano che denuncia il furto di una quantità ingente di file che erano presso il suo studio, che contenevano notizie sensibili riguardanti inchieste, ma si legge anche di vere e proprie raccolte di documenti riguardanti protagonisti della vita politica”.

Quindi poi l’appello: Report sembra coinvolto in un’altra inquietante vicenda. Di che documenti disponeva Bellavia? Essendo consulente della Procura probabilmente anche di materiale riservato. Questo materiale è stato indebitamente utilizzato per inchieste televisive? Siamo di fronte a un nuovo caso di dossieraggio? Qual è il confine tra Report, trasmissione del servizio pubblico, le inquietanti attività di Giangaetano Bellavia, il furto che lui denuncia di questi documenti molto delicati da parte di una sua collaboratrice con la quale ha rotto i rapporti”.

Secondo Gasparri ciò che manderà in onda Report è molto grave per via delle fonti che ha utilizzato: “Report annuncia la divulgazione ulteriore di notizie false e smentite. Si parla delle ‘piste nere’, in riferimento alle stragi, ignorando il fatto che in Commissione antimafia, all’inizio di dicembre, una ampia audizione del Procuratore della Repubblica di Caltanissetta, De Luca, che proseguirà nelle prossime settimane, ha stroncato queste ipotesi, definendo inattendibili dei presunti collaboratori di giustizia e testimoni più volte citati dalla trasmissione Report”.

Non solo, il senatore di FDI sottolinea che secondo lui, questa è disinformazione: “Una situazione inquietante. Chiedo pubblicamente all’amministratore delegato della Rai, Giampaolo Rossi, di fare chiarezza. Siamo di fronte a una vicenda torbida. Che richiede accertamenti. La trasmissione del servizio pubblico si accanisce a divulgare notizie definite false da organi, inquirenti qualificati della magistratura. Sto valutando se fare una denuncia alla magistratura”.

Report, Gasparri chiede un’interrogazione parlamentare a Nordio e Urso

Per questo motivo Gasparri vuole portare la questione in Parlamento e chiedere un’interrogazione al ministro Nordio: Lo scandalo Bellavia-Ranucci-Report è più grave dello scandalo Striano-Procura Antimafia perché si è creato un groviglio allucinante di materiali. Il dottor Bellavia collaborava con questi magistrati, ma collaborava anche con Report. Bellavia deteneva materiali riservatissimi di numerose procure, che probabilmente poteva mettere a disposizione anche della trasmissione televisiva. Siamo di fronte al rischio di un maxi-dossieraggio, anche perché leggiamo che presso lo studio di Bellavia ci sarebbero stati materiali riguardanti numerosi esponenti politici. Che cosa ha da dire la Rai di questa vicenda? Siamo di fronte a una vicenda gravissima che investe, ancora una volta, la magistratura, i suoi collaboratori, il servizio pubblico televisivo e Report, la cui condotta è inquietante, costellata dalla diffusione di notizie non vere, cosa ben nota a tutti”.

Ma Gasparri chiede un’interrogazione anche al ministro Urso: “Al Ministro dello sviluppo economico Urso chiedo una verifica sugli aspetti di sua competenza. Mi riservo di denunciare queste vicende con un esposto alla magistratura, chiamando in causa di Ranucci, di Report e di chi gli consente di svolgere un’attività palesemente illegale. Siamo di fronte a uno scandalo grave quanto quello Striano, che non potrà rimanere privo di conseguenze”.

Report, la risposta della sinistra e la difesa della libertà di stampa

Di parere diverso è la rappresentanza del M5s della commissione di Vigilanza Rai: “Anche il 2026 si apre all’insegna delle intimidazioni della maggioranza al giornalismo indipendente, ancora una volta contro Report, con comunicati che hanno il sapore chiarissimo della censura preventiva. Si alza un polverone per delegittimare il lavoro giornalistico, minacciare ispezioni, evocare complotti e dossieraggi senza uno straccio di prova. La domanda è semplice: di cosa hanno paura? Che emergano elementi nuovi su una delle pagine più tragiche della nostra storia repubblicana, le stragi di mafia?”.

Quindi poi la difesa della trasmissione: “L’attacco a Report e a Sigfrido Ranucci si inserisce in una strategia ormai evidente della maggioranza guidata da Giorgia Meloni: colpire il giornalismo indipendente quando tocca nervi scoperti. E’ già successo, succede ancora, e ogni volta il metodo è lo stesso: insinuazioni, minacce di esposti, pressione sulle istituzioni di controllo, tentativi di isolare e intimidire. Nessuno pensi di mettere il
bavaglio a Report
“.

Bonelli (Avs) parla, invece, di attacco alla libertà di stampa: “Le parole e le iniziative di Maurizio Gasparri e dei parlamentari della Lega contro Report rappresentano un attacco gravissimo alla libertà di informazione e al giornalismo d’inchiesta. Non siamo di fronte alla ricerca della verità, ma ad un’operazione politica di intimidazione. Sigfrido Ranucci e la redazione di Report hanno sempre lavorato nel rispetto delle regole giornalistiche. Trasformare tutto questo in un presunto ‘scandalo’ è un tentativo maldestro di rovesciare la realtà. Trovo gravissimo che si chiamino in causa i ministri Carlo Nordio e Adolfo Urso per esercitare una pressione politica sulla magistratura e sulla Rai”.

Nonostante ciò la puntata di Report va regolarmente in onda su Rai 3.

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