“Trump va criticato perché mette i dazi, non perché toglie Maduro“, ha tuonato il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, nel consueto messaggio pubblicato sulla sua ENews. L’ex premier ha voluto fare chiarezza su quanto accaduto in questi giorni, rendendo pubblica la sua personale opinione sugli eventi in Venezuela. Secondo il l’ex volto del Terzo Polo, gli ultimi accadimenti avrebbero creato una confusione generale sulla figura di Trump.
Al centro della questione vi sono le operazioni condotte dagli Stati Uniti in Venezuela, che si sono concluse con l’arresto di Maduro e la sua deportazione negli Usa, dove ora si trova in carcere a Manhattan. L’ex presidente e sua moglie, Cilia Flores, sono accusati di narcotraffico e di numerosi altri reati a vario titolo. Secondo Renzi, però, Trump avrebbe agito con l’obiettivo di liberare il popolo venezuelano.
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“Il presidente Usa va criticato perché prende in giro l’Europa, non perché mette nel mirino l’Iran, va criticato perché indebolisce il multilateralismo, non perché caccia un dittatore“, ha continuato convinto, specificando di aver sempre criticato coloro che hanno avvicinato la figura del presidente Usa a quello del leader del Venezuela, sostenendo che gli Usa sarebbero divenuti una dittatura. Una lettura che, secondo Renzi, non sarebbe affatto corretta, in quanto Maduro sarebbe colpevole di aver trascinato il suo Paese nella povertà assoluta pur avendo petrolio in abbondanza.
Renzi: “Parlate con i 20 milioni di venezuelano che vivono in povertà”
In ogni caso, il leader di Italia Viva ha comunque auspicato che presto negli Usa torni presto un governo democratico con valori che siano vicini a quelli di Kennedy, Clinton e Obama. Per chi invece sostiene che Trump abbia violato il diritto internazionale andando in Venezuela a sequestrare Maduro, Renzi ha risposto duramente: “Questi dovrebbero ricordare che Maduro, come gli ayatollah iraniani, ha letteralmente disintegrato il diritto interno e internazionale in questi anni“.
Proprio per questo, il fondatore di Iv ha chiesto a coloro che avanzano questa tesi di confrontarsi con chi ha vissuto realmente sotto il regime di Maduro. “Chiedetelo ai venti milioni di venezuelani che stanno sotto la soglia di povertà se la loro preoccupazione è il cibo o un manuale di diritto internazionale“, ha infatti tuonato con una certa convinzione. Così, dal suo punto di vista, le manifestazioni organizzate dalla sinistra contro le azioni di Trump non sarebbero utili, ma dovrebbero essere sostituite con un programma politico che costruisca realmente un’alternativa al governo Meloni.
Renzi: “La sinistra parli di tassi non di Trump e il Venezuela”
“La sinistra deve ritrovarsi sulla quotidianità della vita degli italiani, non sui sentimenti antiamericani o anti Israele“, ha spiegato, chiedendo al centrosinistra di iniziare a parlare di tasse e sicurezza, ovvero di argomenti che interessano realmente e più da vicino il popolo italiano. Per quanto riguarda, invece, le pressioni americane sulla Groenlandia, Renzi si è detto sereno. L’ex premier è convinto che questi argomenti siano un semplice tentativo del presidente di provare a distrarre l’opinione pubblica dai File di Epstein e dall’inflazione Usa che continua a crescere.
“Ma è ovvio che l’America non può attaccare un Paese della Nato, dai“, ha aggiunto con una certa convinzione, invitando l’Europa a rispondere a queste minacce con un’azione unitaria da veri Stati Uniti d’Europa, magari con una base militare proprio in Groenlandia. “Trump capisce solo il linguaggio della forza: l’unica cosa da non fare è mostrarsi spaventati o deboli“, ha aggiunto concludendo il suo discorso.
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