Francesco Acquaroli è stato rieletto presidente della Regione Marche. Dato vincitore dalle proiezioni e dallo spoglio, il governatore uscente di FdI, candidato della coalizione di centrodestra ha dato lo smacco allo sfidante, l’europarlamentare del Pd, Matteo Ricci. Supera il 51% mentre l’ex sindaco di Pesaro, sostenuto dal centrosinistra insieme al Movimento 5 Stelle, si ferma appena sopra il 45%.
Il candidato di centrosinistra,Matteo Ricci, ha sostenuto che quella avvenuta nelle Marche sia stata “unacampagna impari“, in quanto gli avversari avrebbero avuto “più risorse e potere“. L’Eurodeputato ha comunque riconosciuto che in ogni elezione senza una centrosinistra unito non c’è alcuna possibilità di vittoria. “Le Marche sono una Regione piccola, i dati politici veri li vedremo con le altre Regioni“, ha sostenuto in riferimento alle altre votazioni che si svolgeranno nelle prossime settimane.
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Ricci: “Eviterei valutazioni nazionali partendo dalle Marche”
Ricci, poi, con una frase netta e chirurgica scandisce l’atmosfera che si respira: “I marchigiani hanno scelto la continuità, il dato è chiaro“. E poi, dopo aver riferito di aver chiamato Acquaroli per congratularsi e fargli l’in bocca al lupo, si concede qualche stoccata qua e là. “Bisogna sperare che i prossimi cinque anni di questa regione siano migliori degli ultimi cinque. Spero che il presidente Acquaroli possa fare meglio e portare le Marche fuori dalla palude economica e della sanità“, affonda il dem per poi riconoscere e ricordare che “i cittadini hanno sempre ragione, per fortuna c’è la democrazia“.
Non perde, però, l’occasione per lanciare un appello ai suoi sostenitori di centrosinistra: “Credo che ora l’opposizione si debba organizzare al meglio, non sciogliere la alleanza del cambiamento perché si dovrà mettere al servizio del Paese“. Nel corso della conferenza stampa a margine degli esiti, Ricci difende la sua battaglia in campagna elettorale, che definisce come “controvento“, e riconosce la sconfitta subita: “Nessun rammarico, solo gratitudine per chi mi ha accompagnato in questo viaggio“.
Di una cose, però, Ricci è convinto. “C’è molto voto nazionale in questo voto regionale, ma credo che regioni come Puglia e Campania e altre possano dare indicazioni maggiori a livello nazionale,eviterei valutazioni di politiche nazionali partendo dalle Marche“. Da qui, infatti, la considerazione riassuntiva che, a detta dell’eurodeputato dem, riflette la sua sconfitta: “Evidente che destra è forte e che bisogna costruire l’alternativa e salvaguardare l’alleanza così larga“.
Meloni: “Premiata una persona che in questi anni ha lavorato senza sosta”

Intanto, si moltiplicano via social i commenti dei politici da ogni fazione. Il presidente del Consiglio,Giorgia Meloni, nel lanciare la notizia della vittoria di Acquaroli, spezza ovviamente una lancia a suo favore, ritenendo che gli elettori abbiano “premiatouna persona che in questi anni ha lavorato senza sosta per la sua regione e i suoi cittadini“. Il premier si dice quindi certa che “continuerà nel suo impegno con la stessa passione e determinazione. Complimenti Francesco e buon lavoro“.
C’è anche chi commenta com ironia, comeEugenia Roccella, il ministro per la Famiglia, la Natalità e le Pari opportunità, che su Facebook ricorda le invettive dell’opposizione in questi ultimi mesi: “Da mesi la sinistra parla di ‘Ohio d’Italia’, di avviso di sfratto al governo, e chi più ne più ne metta. Invece, come eravamo certi che accadesse, i cittadini delle Marche hanno premiato il buongoverno del centrodestra e di Francesco Acquaroli. E la sinistra, dopo tanti proclami, si è fatta male.Che dire? Chiudiamola con una battuta: da Ohio a ‘ahio che dolore’ è stato un attimo…”.
A parlare invece di premiazione da parte dei cittadini del “buongoverno del centrodestra“, è il vicepremier forzista e ministro degli Esteri,Antonio Tajani, che augura buon lavoro ad Acquaroli e ringrazia gli elettori come i candidati.
La voce fuori dal coro che pone l’attenzione più sull’affluenza che sulla vittoria-sconfitta dei candidati, è Azione.Carlo Calendainfatti rimarca il “dato più rilevante delle elezioni nelle Marche” che sarebbe “l’ennesimo record dell’astensione“. Il leader romano vedrebbe una crisi irreversibile del regionalismo, perché “i cittadini sono stanchi di carrozzoni che funzionano male – soprattutto nella sanità – e costano tanto. Così il voto di opinione evapora, prevale quello organizzato e di conseguenza vince chi governa. La stessa cosa accadrà nelle altre regioni che andranno al voto nei prossimi mesi“.
Insomma, un’analisi attenta e chiara di quello che sarebbe l’elettorato ritenendo con fermezza che in questo senso ilregionalismo vada “scardinato, la sanità riportata al centro, le partecipate chiuse e i soldi dirottati verso i comuni. Finché non si farà questo l’astensione continuerà ad aumentare”.
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