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Referendum, Meloni chiama alle urne: “Non restate a guardare, votate Sì”

"Questa riforma non è né di destra né di sinistra e i cittadini devono pensare a ciò che è utile per l'Italia", afferma il premier, sottolineando che votare "Sì" è l'unico modo per liberare i giudici dai condizionamenti della politica e dalle degenerazioni correntizie

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Questa riforma non èné di destra né di sinistra, è una riforma di semplice e purobuonsenso“. Con queste parole, il presidente del ConsiglioGiorgia Melonilancia un ultimo appello agli indecisi, a meno di una settimana dal voto sulreferendum sulla Giustizia, previsto domenica e lunedì prossimi. Lo fa in un’intervista aIl Dubbio, invitando gli italiani a “non restare a guardare evotare ‘Sì“, per rendere la giustizia libera daicondizionamenti della politicae dalle“degenerazioni correntizie”.

Referendum, Meloni: “Riforma di buonsenso per rendere libera la magistratura”

Per il premier, la giustizia “èindispensabileper far camminare l’Italia“, ma è altresì un “potere enormea cui non corrisponde quasi mai un’adeguataresponsabilità“. Meloni denuncia infatti come i magistrati che sbagliano non ricevano mai un’adeguata punizione, con pesanticonseguenzesui cittadini, le famiglie e le imprese del Paese. Per questi motivi, la magistratura ha persoefficacia, prestigio e autorevolezzaed è necessario un profondo cambiamento, attuabile solo con lariforma Nordio.

Del resto, ricorda il presidente del Consiglio, la riforma della giustizia è soprattutto “uno degliimpegniche abbiamo preso con gli italiani quando ci siamo presentati al loro cospetto,consacrato nel programma di governo“. Tuttavia, precisa Meloni, l’esecutivo rispetterà qualunque risultato, “perché in democrazia sono i cittadini ad avere l’ultima parola“.

Referendum, Meloni: “Non vogliamo punire le toghe, molti magistrati ci sostengono”

Venendo poi ad esponenti delle opposizioni che invitano a votare “No” perindebolire il governo, il premier sottolinea che i cittadini devono recarsi alle urne pensando a ciò che reputanoutileper l’Italia, perché“i governi e i partitipassano,la Costituzione restae incide sulla vita di tutti“. Inoltre, il fatto stesso che molti punti previsti dalla riforma Nordio siano statiproposti in passato da chi oggi li contesta, è il segnale che quest’ultima è un provvedimentogiusto e di puro buonsenso. Non si tratta dunque di un tentativo dipunire le toghe, precisa Meloni, ricordando di aver iniziato a fare politica seguendo l’esempio del giudice antimafiaPaolo Borsellinoe di aver sempre avutorispettoper il lavoro dei magistrati.

Benché lariforma Cartabiapreveda già unaseparazione delle carrierede facto, permettendo ad un magistrato di passare dalla funzione requirente a quella giudicanteuna sota volta, il presidente del Consiglio rileva come chi accusa e chi giudica restino ad oggicolleghi di lavoro, con percorsi di vita che si incrociano continuamente, elemento che “crea il rischio di unacommistioneche puòindebolire la terzietàdi chi è chiamato ad emettere una sentenza“. Solo la riforma Nordio, che prevede unanetta divisione delle funzionigià all’origine, risolverà dunque il problema in maniera definitiva.

Referendum, Meloni: “Sorteggio libera togati e laici da logiche politiche e correntizie”

A chi afferma che ilsorteggiodei dueConsigli Superiori della Magistraturache si avranno in caso di vittoria del “Sì” li renderàmeno autorevoli, Meloni risponde che attualmente i componenti dell’unico organo di autogoverno della magistratura sono scelti secondologiche politiche e correntizie. L’estrazione a sorte è quindi l’unico rimedio per liberare i togati e i laici da qualsivoglia condizionamento, permettendo loro di svolgere conserenitàil loro lavoro, perché “non dovrannorispondere a nessuno, se non alle propriecoscienze“.

L’Alta Corte Disciplinare, altra novità della riforma Nordio, introdurrà inoltre un organismo disciplinareterzo e imparziale, che valuterà l’operato dei magistrati nelmeritoe scongiurerà casi di giudici che non rispondono a nessuno dei loro errori. “In uno Stato che si definisce giusto e serionon è accettabileche l’errore di un magistrato negligente sia considerato‘di scarsa rilevanza’“, afferma decisa Meloni, sottolineando che occorre premiare chi fa bene il proprio lavoro e punire chi sbaglia, senza che a mettersi di mezzo siano le“amicizie giuste”.

In conclusione, pensando già al giorno dopo il voto, il presidente del Consiglio assicura che, in caso di vittoria del “Sì”,Palazzo Chigi organizzeràun tavolo con irappresentanti dei magistrati e dell’avvocatura in modo da raccogliere proposte e suggerimenti per lenorme di attuazionedella riforma costituzionale. Questo perché, precisa il premier, “il governo è sempre statoaperto al confrontoe continuerà a esserlo in futuro“.

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