Referendum, le reazioni. Calderoli: «Ora riforma nel 2023». Spataro: «Sospiro di sollievo»

|

Il vicepresidente del Senato commenta il mancato quorum sulla giustizia: «Abbiamo perso, è inutile nasconderlo, ma la Lega ci ha messo la faccia e rivendichiamo quello che abbiamo fatto con orgoglio». L’ex magistrato: «Non c’è stato nessun complotto» 

Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato, commenta a caldo nella conferenza stampa nella sede di Milano della Lega, la sconfitta al referendum: «Abbiamo perso, è inutile nasconderlo, ma la Lega ha fatto il massimo con mille gazebo organizzati dal movimento. I numeri che abbiamo davanti sono abbastanza evidenti e i “Sì” sono largamente prevalenti anche sui due quesiti che erano più ostici dal punto di vista dell’impatto mediatico. Mi spiace non aver raggiunto il quorum e ringrazio i circa 10 milioni di italiani che hanno partecipato con un sì e con un no». 

Calderoli è stato uno dei volti in prima fila fra i promotori del referendum, arrivando persino a condividere il digiuno prolungato come forma di protesta contro il silenzio dei media sui cinque quesiti. 

«Secondo me c’è stato un complotto che ha agito con singoli soggetti, magari non in forma associativa, affinché questo quorum non potesse essere raggiunto. Parlo innanzitutto dall’accettazione dei quesiti della Corte costituzionale che ha negato l’ammissione rispetto alla responsabilità diretta dei magistrati, quello che più aveva gradimento da parte del cittadino. Una certa responsabilità anche al governo – continua il responsabile della Lega – che a maggio aveva spinto affinché si approvasse la riforma Cartabia facendo venir meno tre dei quesiti referendari. Era evidente la volontà di evitare la partecipazione ma il Carroccio riproporrà tutti gli emendamenti presentati in Parlamento per modificare la riforma Cartabia». 

Secondo il vicepresidente del Senato l’unica risposta alla sconfitta sono le elezioni del 2023, per un centrodestra forte al governo che proporrà una vera riforma. 

Andrea Crippa: «Centrodestra unito»

Il leader della Lega non presenzia alla conferenza stampa organizzata nella sede milanese del partito. Calderoli spiega: «La non presenza di Matteo Salvini in via Bellerio era già indipendentemente programmata con il vice segretario e i membri del comitato. Salvini mi è stato molto vicino durante questo periodo di sciopero della fame e praticamente giornalmente si informava preoccupato sul mio stato di salute pregandomi di non esagerare». 

Interviene in conferenza stampa anche Andrea Crippa, vicesegretario federale della Lega, afferma: «Da parte di Berlusconi e di Forza Italia qualche sostegno c’è stato, da parte di altri partiti il silenzio è stato piuttosto assordante. Sono contento delle parole di Berlusconi di questa mattina prima di andare a votare nel seggio elettorale. Da parte di altri ritengo che non ci sia stato un grande impegno e questo mi sembra un dato di fatto. Ma il centrodestra è unito e sarà unito». 

Le reazioni del mondo della politica

Più conciso e lapidario è lo stesso Salvini nel commentare la sconfitta del referendum. Con un semplice tweet sulla sua pagina social scrive: «Grazie ai 10 milioni di italiani che hanno scelto di votare per cambiare la Giustizia. È nostro dovere continuare a far sentire la loro voce». 

Silenzio stampa anche da Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, impegnata a Marbella, in Spagna, per supportare la candidatura di Macarena Olona. 

Dalla parte della sinistra, nessun grande leader commenta il referendum. Alfiero Grandi, esponente del comitato per il No, afferma: «Abbiamo cercato di contrastarli in modo che non raggiungessero la maggioranza per poter fare il disastro che avrebbero creato. Anche questo è un modo per farli fallire. Se 4 italiani su 5 non vanno a votare danno un giudizio molto chiaro». 

Il sindaco di Bergamo, volto del Pd, Giorgio Gori offre invece un’analisi più razionale: «Ci sono più ragioni per il fallimento del referendum. La prima è che la natura molto tecnica dei quesiti non era semplice da comprendere per la maggioranza dei cittadini. Poi c’è stata una complessiva cappa di silenzio che è calata sul referendum, se ne è parlato pochissimo. E una parte molto ampia delle forze politiche ha scommesso sul non raggiungimento del quorum». 

Secondo il primo cittadino il boicottaggio è stato, prima di tutto, interno allo stesso partito della Lega: «Dopo la raccolta firme non ha fatto poi molto, a parte Calderoli, a conferma che la scelta di sostenere i referendum sulla giustizia era strumentale e superficiale. Del resto non ce ne stupiamo, se c’è un partito giustizialista è la Lega. Questo atteggiamento ha danneggiato il significato stesso dello strumento referendario e ha fornito un alibi politico al no delle forze di sinistra». 

La magistratura commenta

Anche alcuni componenti del CMS intervengono sul voto, che li vedeva coinvolti in prima persona. Armando Spataro, in un intervento sul quotidiano “La Stampa” afferma: «Si può ora tirare un sospiro di sollievo perché è stato evitato uno sfregio al Paese ed al suo assetto costituzionale. La vittoria del “Sì” avrebbe permesso che pregiudicati e condannati per gravi reati diventassero candidabili o non decadessero da cariche esercitate in Parlamento o in amministrazioni territoriali, nonché da ruoli rivestiti nel Governo. La vittoria del “Sì” ancora, avrebbe cancellato una delle caratteristiche che più fa onore al sistema ordinamentale della giustizia italiana, cioè la possibilità che i pubblici ministeri possano chiedere di cambiare funzione, passando ad esercitare – in presenza di precisi e restrittivi criteri – quelle di giudici e viceversa». 

Poi la frecciatina verso il comitato del “Sì”: «Denunceranno, come già è stato fatto, silenzio e disinformazione di Rai, canali privati e giornali. Una sciocchezza di grande dimensione per chiunque abbia potuto seguire programmi radiotelevisivi e leggere giornali: la parità tra le parti in gioco è stata rispettata e, semmai, nelle ultime settimane, ferma la libertà di stampa e di schieramento, sono stati più numerosi gli articoli e i commenti a favore del “Sì”». 

© Riproduzione riservata

Dello stesso autore

Auto fuori strada, tragedia in Umbria: morti 4 giovani

Schianto fatale per i ragazzi che viaggiavano tutti nella...

Dramma Uruguay, passa la Corea del Sud

Ai sudamericani non basta la vittoria sul Ghana (0-2)....

Cgil, legge di Bilancio: “Manovra da corto, cortissimo respiro”

I sospetti ed i timori del sindacato ascoltato in...

Treofan, Fioroni: “La Regione assicura gli ammortizzatori sociali”

L’assessore regionale sulla vertenza della multinazionale: “Anche per il...

Pnrr, il governo pronto a chiedere la revisione dei programmi 

Lo conferma il ministro dello Sviluppo Economico Urso: “Valutiamo...

Giorgetti e le stime sul Pil: “Cresce fino al 2% nel 2024”

Il ministro dell’Economia analizza il momento e le previsioni...

Pochi medici, l’allarme di Schillaci: “Problema urgente” 

Il ministro della Salute fa il punto sul momento...

Mediterraneo, la visione di Mattarella: “Gestione comune dei flussi”

Il presidente della Repubblica sul conflitto in Ucraina: "Ancora...

Manovra, i dubbi Cisl: “Ok emergenza, manca Industria 4.0”

Il segretario confederale Ignazio Ganga ascoltato nelle commissioni riunite...

Giappone e Spagna avanti: fuori la Germania

Ai tedeschi non bastano le quattro reti al Costa...

Tour de France, chiusura a Nizza. Parigi impegnata con le Olimpiadi

Svolta storica, la Grande Boucle si fermerà in Costa...

Omicidio di Borgo Bovio: il 26enne resta in carcere

La decisione del giudice per le indagini preliminari dopo...
Teseide Casa Editrice

Leggi anche

Teseide Web Design - Realizzazione Siti Web

Dalla Homepage

Ppe, Bakolas: “Meloni è pragmatica, vediamo se credibile”

I popolari europei sono a lavoro per programmare la...

I russi aspettano il “Generale inverno”: attacco a -10 gradi 

Secondo i media ucraini gli uomini di Putin sono...

Dramma Uruguay, passa la Corea del Sud

Ai sudamericani non basta la vittoria sul Ghana (0-2)....

Pos e contante, Giorgetti e il botta e risposta Salvini-Sala

Giorgetti invita a evitare ristoranti che non accettano il...

Missili Aspide per l’Ucraina: nuovo pacchetto aiuti dall’Italia

Arriva il sesto Decreto Aiuti: proroga al 31 dicembre...