“Lo devo dire con chiarezza:si è esagerato. La battaglia referendaria ha assuntotoni riprovevoli. Da un lato e dall’altro“.DopoMarina Berlusconi, ancheLuca Zaia, ex governatore dellaRegione del Venetoed oggi alla guida del consiglio regionale con laLega, chiedemoderazione ed equilibriotra le opposte posizione del“Sìe del“No”nelle discussioni intorno alreferendum.
La calma dopo la tempesta, si potrebbe dire. Sono stati infatti mesiinfuocatiper il dibattito sulla riforma della Giustizia, conditi da espressioniaspre e velenose. A partire dai commenti dello stesso GuardasigilliCarlo Nordio, che aveva descritto l’attuale sistema di elezione delConsiglio Superiore della Magistraturacome“paramafioso”, per finire con il Procuratore della Repubblica di NapoliNicola Gratteri, che aveva dichiarato che voteranno a favore della riforma “indagati, imputati, massoneria deviatae centri di potere che non avrebbero vita facile con unagiustizia efficiente“.
Leggi Anche
Referendum Giustizia, Zaia: “Si può votare ‘Sì’ anche senza essere contro i magistrati”
Parlando conLa Repubblica, Zaia invita a “nonsoffiare sulclima da stadio, sulle tifoserie accecate dal derby“, definendo i toni usati dai sostenitori e detrattori della riforma sulla Giustizia una“deriva indecorosa“e ricordando come in gioco ci sia lacoesione nazionale. Ildogesottolinea poi che “i magistratisono i magistrati di tutti“, affermando chenon è la loro categoria a rappresentare un problema per l’Italia. Posizione molto distante da quella della maggioranza, di cui il suo partito fa pare, che ha spesso accusato i togati di rappresentare un vero e proprio“contropotere”che usa le sue prerogativa perfini politici.
L’ex governatore della Regione del Veneto dichiara comunque il suovoto favorevoleal referendum, motivando la scelta con la necessità di risolvere “un serioproblema disciplinare” nel Consiglio Superiore della Magistratura, l’organo di autogoverno dei togati. “Troppigravi errori, e sanzioniirrisorieper chi sbaglia“, spiega Zaia.
Referendum Giustizia, Zaia: “Giusto il dibattito, ma senza offendere la controparte”
Sul tema dei pesanti attacchi della maggioranza di governo ai magistrati, il presidente del Consiglio regionale del Veneto afferma di non voler“dare giudizi sui singoli“, ricordando tuttavia che “la classe dirigente ha l’obbligo dicomunicare con chiarezza, senza offendere la controparte. Dunque, ben venga il dibattito, ma stando ben attenti a non danneggiare iltessuto istituzionale. Inoltre, Zaia stigmatizza lapoliticizzazionedel quesito referendario, affermando che non faccia altro checonfonderei cittadini che vorrebberoinformarsi sul meritodella questione.
Ildogeafferma poi che le riforme istituzionali proposte dal referendumnon sono una novità. “Sonotrent’anniche si parla in Italia dellaseparazione delle carriere tra pm e giudici. Dovevamo parlarne per anni ancora, in Parlamento?“, polemizza Zaia, auspicando che, grazie al voto del22 e 23 marzo, il Paese sarà finalmente in grado di attuareuna importante riforma strutturale.
© Riproduzione riservata













