“Lagiustiziadovrebbe essere unpatrimonio comune, non una logorabandiera identitariada sventolare contro l’avversario politico“. Con queste parole,Marina Berlusconi, primogenita diSilvioe presidente diFininvest, torna a parlare delReferendum Giustizia, con una lettera al quotidianoLa Repubblica.
Lo fa perportare ordinetra le opposte posizioni del “Sì” e del “No”, denunciandofaziositàsu entrambi i fronti e chiedendo che il discorso intro al “voto del22-23 marzosi liberi dallegabbie ideologichein cui appare sempre più rinchiuso“.
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Referendum Giustizia, Marina Berlusconi richiama all’ordine: “Basta derby tra tifoserie”
L’imprenditrice, che ha già preso posizione a favore del“Sì”, denuncia come, secondo quanto da lei riscontrato, il dibattito intorno alla riforma voluta dal ministro della GiustiziaCarloNordiosembri ruotare attorno alla scelta tra una giustizia“di destra”o“di sinistra”, dicotomia che, avverte,polarizza e irrigidiscele parti.
“Il rischio è quello di votarepiù con la pancia che con la testa, perdendo di vista i valori dell’equità davanti alla legge e delgiusto equilibrio tra i poteri, la credibilità delle istituzioni e la qualità della nostra stessa democrazia“, osserva Berlusconi, che invoca ilbuon sensocome antidoto a quello che definisce“un derby tra tifoserie“
Marina Berlusconi: “Giustizia e politica dovrebbero correre su binari ben distinti”
La presidente diFininvestpassa poi a spiegare le ragioni del suo “Sì” attraverso una breve analisi deicontenuti della riforma, sottolineando anzitutto come essa rifletta unprincipio fondamentale: “giustizia e politica dovrebbero correre subinari ben distinti“. Motivo per il quale, Berlusconi ritiene cruciale “una realeseparazione delle carrieretra giudici e pubblici ministeri“, al fine di garantireterzietàe rafforzare l’autonomia e l’indipendenzadella magistratura.
La primogenita dell’ex presidente del Consiglio loda ilsorteggioprevisto dalla riforma per i membri dei dueConsigliSuperioridella Magistratura, affermando che esso creerà “un nettoargine all’influenza della politica” all’interno degli organi di autogoverno dei togati requirenti e giudicanti, i quali, per la gran parte, saranno composti da magistrati, ovvero “professionisti che hanno l’esperienza per gestire nomine e trasferimentiall’interno del loro ordine“.
Marina Berlusconi: “Le mie idee non sono legate al mio cognome”
Berlusconi precisa come la sua scelta di votare “Sì” al referendum non sia in alcun modo collegata al suo orientamento politico o al suocognome. Suo padre Silvio, infatti, quando era al governo del Paese ha espresso più volteposizioni simili a quelle contenute nella riforma, a partire dalla separazione delle carriere.
“La vera giustizianon dovrebbeesporre etichette, dovrebbe incarnare un valore trasversale, quello delrispetto per i diritti civili delle persone“, evidenzia la presidente di Fininvest, ricordando come esseregarantistisignifichi proprio impegnarsi adifendere i diritti. Al contrario, ilgiustizialismo, sia esso di destra o di sinistra, “comprime le libertà individuali in nome divalutazioni sommarie e spesso emotive“.
Per questi motivi, Berlusconi conclude esortando a riportare il dibattito intorno alla riforma Nordio su un’unica domanda: “La riforma può davverocambiarci in meglioe rendere la nostra giustiziapiù libera e credibile?” Solo interrogandosi sulmeritodella questione, sottolinea la presidente di Fininvest, “potremo dare una rispostaresponsabile“.
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