“Stiamo assistendo ad unimpegno crescentedella presidente del ConsiglioMeloninella campagna referendaria“. Esordisce così il presidente del Movimento 5 Stelle,Giuseppe Conte, che in un intervento fiume aMontecitorioal convegno “Giustizia, Costituzione e cittadinanza: le ragioni del no“, spazia dal referendum sulla Giustizia a quello che definisce un controllo politico della magistratura.
Il leader pentastellato denuncia infatti come, al netto dei tentativi di“depoliticizzazione“messi in atto dall’esecutivo, quella di Nordio sia“una riforma ad alto tasso politico“che nulla ha a che vedere con ilgarantismo e l’efficientamento del sistema giudiziariosbandierato dai suoi sostenitori.
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C’è un motivo, secondo Conte, per il quale il governo Meloni, sta concentrandomolti sforzisulla riforma della Giustizia, ignorando problemicruciali del paese, comecalo della produzione industriale e milioni di famiglie che vivono sotto la soglia di povertà. La ragione èindebolire la magistratura, visto che “la separazione dei magistrati ènei fatti“. L’ex premier ricorda infatti come, per effetto della legge Cartabia approvata durante il governo Draghi, già oggi il passaggio da pm a giudice è possibileuna sola volta, dunque se la riforma della Giustizia fosse veramente unariforma tecnica, sarebbeinutile.
Un primo indizio in tal senso è la creazione didue Consigli Superiori della Magistraturaal posto di uno, che, nelle parole di Conte, ha l’obiettivo di“parcellizzare” il sistema giudiziariosecondo una logicadivide et impera. Ma è guardando alla futuracomposizionedei due organi che, per il presidente dei 5s, emerge chiaramente lavolontà di controllo politico sulla magistratura. Con la riforma Nordio, infatti, la parte togata, che pesa per due terzi, sarà composta da giudiciestratti a sorte tra i 10 mila professionisti in attività in Italia, mentre la parte laica, che pesa per un terzo, sarà anch’essa estratta a sorte, mada una lista compilata dal medesimo organo.
Il leader pentastellato denuncia come quest’ultimo sorteggio sarà“farlocco, fittizio“e chiede polemico: “Tra magistrati sorteggiati a caso nell’autogoverno, magarineppure interessati, e componentiselezionati dalla politicamandati lì su conoscenza personale e con unmandato politicoprecisochi conterà di piùnella attività quotidiana?“. Dunque, per Conte, la logica conseguenza è che “la politicaprenderà il sopravventosulla magistraturagià negli organi di auto governo“.
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Ildisegno di controllodella magistratura da parte del potere politico, per Conte, è chiaro, ed emerge dalle dichiarazioni di Meloni, che moltissime volte, nei 4 anni di governo, si è scagliata controindaginiche hanno colpitomembri dell’esecutivo o decisioni del Consiglio dei Ministri. “Questo governo ha attaccato tribunali, corti di appello, Cassazione,Corte Europea dei diritti dell’uomo e Corte Penale Internazionale“, accusa il leader pentastellato, asserendo di non volere una politica che, sulla scorta di unvoto popolare, si sente in diritto diagire al di sopra della leggee non accetta il“sindacato di legalità da parte degli organi di garanzia“.
Tutto ciò, secondo l’ex presidente del Consiglio,crea degli evidenti problemi alla democrazia, forma di governo che ha bisogno di costante protezione per non trasformarsi in un regime autoritario. L’unico modo per tutelarla, è quello di rivendicare ilprimato della politica, che non vuol diremettere le mani sui poteri di controlloprevisti dallaCostituzione, bensì difendere lalegalità e la giustizia, uniche armi nelle mani dei più deboli.
“Non vi permetteremo– chiosa Conte –distravolgere i nostri pilastri democraticiassoggettando il potere della magistratura, che deve rimanereautonomo e indipendente, ai vostridisegnipoliticie di mettere il governo alriparo dalle inchieste“.
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