I leader del centrosinistra e la Cgil, tutti riuniti sotto lo stesso tetto del centro Frentani per quella che la segretaria del Pd, Elly Schlein, ha definito “una buonissima partenza” della campagna per il No al referendum confermativo della riforma costituzionale della giustizia.
Una mattinata romana scandita da sorrisi a 36 denti, strette di mano vigorose, abbracci e anche qualche bacio. Gli ingredienti ideali per la facciata costruita per trovare l’unità almeno dinanzi alla separazione delle carriere. E così, il padrone di casa e segretario della Cgil, Maurizio Landini, Giovanni Bachelet ed Enrico Grosso, presidente e portavoce del comitato “Società Civile per il No” e tutti i volti principali del campo progressista coinvolti nella “battaglia”.
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Quindi, in presenza anche i coportavoce di Avs Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni. E in pompa magna ha onorato della sua presenza, dopo gli interventi dei colleghi, il presidente del M5s, Giuseppe Conte.
I lavori si aprono del segno di un “patriottismo” lanciato da Bachelet, quindi Landini che suona le fanfare delle necessità: “Cominciamo a caminare già adesso, perché abbiamo bisogno di un lavoro Comune per Comune, quartiere per quartiere, territorio per territorio. Parlando con le persone e rendendo evidente quella che è la posta in gioco che abbiamo di fronte”, ovvero “il futuro della nostra democrazia“.
Una botta d’energia a cui risponde presente Schlein dicendo di poter contare sul Pd, che è qui per dare supporto al Comitato e per vincere il referendum. “Dovremo usare ogni giorno, però, perché è una partita difficile“, avverte per poi puntare il dito contro la riforma. “Serve a chi sta già al potere e vuole sfuggire a ogni controllo, – spiega – serve a chi crede che chi governa perché ha un voto in più non debba essere sottoposto ad alcun controllo da parte della magistratura, serve a dire che la legge non è uguale per tutti. Stanno dicendo: ‘adesso vi facciamo vedere chi comanda‘”, incalza.
Fratoianni condivide la stoccata della dem al premier Giorgia Meloni che griderebbe al complotto ma che “non è colpa dei giudici se quanto governo non fa scrivere le leggi“. Per il coportavoce di Avs, infatti, il presidente del Consiglio nella conferenza stampa di inizio anno “ha confessato un lungo lavoro di delegittimazione“. Quindi, la rassicurazione che il fronte si farà trovare pronto anche qualora il Governo confermasse la scelta di fissare il referendum per il 22 e 23 marzo.
Conte poi allarga le braccia donando un abbraccio alla folla per assicurare tutto il sostegno del M5S contro la riforma: vogliono “scardinare il nostro sistema costituzionale e il principio dell’equilibrio tra poteri“. Il leader pentastellato cerca l’affondo: “È il ritorno della casta dei politici. È il ritorno degli intoccabili. È il ritorno di chi vuole avere le mani libere per poter agire e non rispondere a nessun controllo e li dovremo contrastare“. Partono gli applausi, Schlein si alza per salutarlo e complimentarsi e lo incoraggia con un “Bravo“.
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