Coerenza. Sarebbe tutta una questione di coerenza quella alla base della decisione diLaura Ravettodi lasciarsi allaspalle la Lega per passare a Futuro Nazionale. Una vera pugnalata a Matteo Salvini, da anni sua big nelle vesti di responsabile del dipartimento Pari opportunità del Carroccio, ma dal quale la deputata non si vedeva più rappresentata. “Non potevo più restare dove si dicono delle cose e se ne fanno l’esatto contrario“, spiega Ravetto ai microfoni diRepubblicaa distanza di pochi giornidal suo addio al vicepremierper traslocare in via in Lucina 17, dove in verità è stata per anni ma a casa del dirimpettaio di Roberto Vannacci, ovvero Forza Italia.
Ravetto non risparmia stoccate ai colleghi leghisti che in questi giorni l’hanno criticata per la scelta di aver messo radici presso il generale, già egli stesso “traditore” di Alberto da Giussano, dopo averlo lasciato da vicesegretario per fondare il suo partito giusto pochi mesi fa. La deputata passa in rassegna ogni angolo della Lega che, a detta sua, “manda in tv una campionessa delle urla contro l’islam e poi candida islamici in Lombardia e in Piemonte, nel nome di Allah“.
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E ancora che “si lamenta della sicurezza e poi ha un sottosegretario all’Interno e con undecreto sicurezza timido, senza scudo penale, senza niente per far sì che la difesa sia sempre legittima, senza soldi per le assunzioni“. Insomma, solo incoerenza che Ravetto fa emergere anche dall’ex ministro Centinaio, il quale avrebbe promesso la difesa deibalneari per poi piegarsi alle norme Ue. Così come, dal capogruppo Massimiliano Romeo “chetra Carlo Calenda e Roberto Vannacci preferisce Calenda:chi sarebbe l’incoerente?“
La delusione affiora poi con particolare trasparenza quando si entra nel merito di Matteo Salvini stesso. Il tono di Ravetto assume la sua solita durezza senza giri di parole ma anche senza infierire sulla probabile “fine corsa” del vicepremier. Scandisce così che nell’ex parà ha trovato qualcuno con “linee rosse chiare” e chenon vuole rinunciare alle proprie battagliecome accaduto piuttosto a via Bellerio.
Quanto al destino di Fn sulla possibile alleanza con colleghi nel centrodestra, la deputata riporta le parole del generale che si è detto più volte aperto ma “nella fiducia che deve essere reciproca” e nel rispetto del punti di programma imprescindibili, ovvero lo stop alle armi all’Ucraina, la sicurezza, la famiglia, la tutela della nazione.Parametri che lo stesso Vannacci aveva scandito anche ai microfoni del Difforme nel giorno dell’inaugurazione della sede romana del partito.
E mantenendo lo sguardo verso l’orizzonte, sorge spontanea la domanda su possibili elezioni anticipate, specialmente dopo le ultime uscite del ministro dei Trasporti che non le escluderebbe. La replica dell’ex volto della televisione berlusconiana non lascia spazio ad interpretazioni: “La decisione non è nella disponibilità di Salvini e lo sa benissimo, ècostretto a fughe in avanti, perché deve far fronte alla continua crescita di Futuro Nazionale e all’emorragia dei suoi nei territori“, considerando anche che Ravetto è la prima big a mollare Salvini ma non la prima leghista a passare a Fn.
Infatti, prima di lei, i deputatiRossano SassoedEdoardo Ziellohanno riposto nella fodera lo spadone. E da voci che si inseguono nei campanelli, ci sarebbero altriesponenti leghisti pronti a seguirlinelle prossime settimane. Quindi, “elezioni anticipate? Noi siamo pronti“.
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