Ranucci e la sospensione da Report data per imminente. Il legale: ‘Ogni decisione della Rai inquinata da falsità’

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La Rai può far di me ciò che vuole“. E’ così che riappare in pubblicoSigfrido Ranuccidopo i clamorosi sviluppi dell’inchiesta sull’attentato sotto casa lo scorso ottobre. Se poteva essere considerato un test per la sua popolarità, sembra essere stato superato in quel del Centro congressi di Cagliari per il firmacopie.

Ma nonostante tutto, è cambiato poco o nulla. La mise è sempre quella ranucciana da jeans e camicia bianca, e i ragionamenti anche: “Sto subendo un attacco vergognoso dai mezzi di informazione. Questa è la vera vergogna del Paese“. Peccato che il vergognoso attacco non sia similare aiprocessiche Report trasmetteva in televisione sotto la sua conduzione, con ilmetodo Ranucci.

Ma insomma, ormai sembra si tratti di acqua passata considerando che la battaglia legale tra la Rai e Ranucci è già iniziata prima ancora che qualsiasi provvedimento sul giornalista,a partire dalla sospensione, data per imminente, sia stato preso.

E’ una vera e propria guerra di posizione, ed oggi ad affondare il colpo per primo è il legale del conduttore: “Ogni iniziativa che la Rai dovesse assumere in questo momento nei confronti di Ranucci, e quindi della trasmissione Report– afferma l’avvocato Roberto De Vita –sarebbe inevitabilmente inquinata dalle falsitàche, nonostante la posizione netta e chiara della autorità giudiziaria sulla vittima e la sua inconsapevolezza, sono state alimentate incessantemente da polemiche pretestuose anche all’interno dell’azienda“.

E nei corridoi Rai lo sanno bene, dove prima di ogni cosa il timore è ovviamente l’effetto boomerang. Dall’alta dirigenza, si racconta infatti che se sospensione dovrà esser, la Rai non può permettersi di essere condannata al reintegro di Ranucci un minuto dopo, come ad esempio avvenne con Michele Santoro. Ma irumors insistenti di una possibile sospensione da calendarizzare a fine mese, costringono l’avvocato del conduttore a prevenire.

L’avvocato De Vita inizia così a mettere sul chi va là la Rai dall’adoperare “motivazioni laterali alla vicenda, quali frequentazioni, fonti e inchieste controverse” che “sarebbero espedienti e artifici formali e sostanziali“. Nonché invocare la “incompatibilità ambientale” sarebbe un “pretesto cortese” che si tradurrebbe “di fatto nella punizione della vittima“, escludendo qualsiasi accoglienza nel nostro ordinamento.

Ma il legale non esita a spingersi anche oltre fino a sostenere che qualsiasi altra giustificazione “sconterebbe” il condizionamento delle dichiarazioni di “esponenti di vertice governativo e istituzionale,collocando nell’orbita della decisione politica le iniziative della Rainei confronti del conduttore e della trasmissione“.

Insomma, l’azienda non potrebbe far nulla che non sia immediatamente impugnabile. E allora De Vita magnanimo avanza anche un consiglio: “Saggezza e equilibrio, considerati anche casi precedenti, dovrebbero portare ad attendere che la conclusione delle indagini giudiziarie consenta disolidarizzare senza esitazioni verso la vittima di un grave attentatoe anche per questo confermarla alla guida della più importante trasmissione di inchiesta italiana“.

E poi l’acido limonoso del legale spremuto con tocco ampolloso su politici e giornalisti “da sempre animati da spirito di rivalsa nei confronti di Report“, delle cui “consapevoli o inconsapevoli disinvolture” auspica la censura da parte della Rai, pur sapendo, chiosa, che non accadrà.

Da parte sua, Ranucci si giustifica sibillino: “Se il problema è la mia amicizia con Valter Lavitola, c’è chi è amico di Luigi Ciavardini(terrorista nero, condannato come esecutore della strage di Bologna, ndr)”. Un riferimento che va dritto a una polemica du Chiara Colosimo, presidente della Commissione Anitmafia che però ha sempre negato il rapporto di amicizia. Ma per il conduttore i conti stanno a zero: “Se la Rai si lamenta di Report è come se il Papa si lamentasse del Giubileo“.

Intanto, il giornalista ha dato mandato ai propri legali per procedere nei confronti della magistrataClementina Forleodopo il post pubblicato domenica 16 agosto su Facebook. Forleo, consigliera della Corte d’appello di Roma, si è chiesta “Chi sta ricattando Ranucci?Perché vuole a tutti costi mantenere il timone di Report (trasmissione del servizio pubblico) con la minaccia di spifferare le chat con “tutti”? E chi sono i “tutti” di cui parla?“. Dichiarazioni che hanno convinto il conduttore a muoversi per vie legali.

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