La Rai spacca l’opposizione a metà. Il M5S ieri ha approvato il contratto di servizio in commissione di Vigilanza Rai, insieme alla maggioranza. E il Pd va su tutte le furie.
Il partito di Calenda si è astenuto, mentre quello di Schlein, Alleanza verdi sinistra e Italia Viva di Renzi hanno votato contro. La Rai, dunque, è l’ennesimo motivo di contrasto tra il Pd e il partito di Beppe Grillo, ma non è la prima volta che accade.
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Da quando il governo ha nominato i nuovi vertici Rai, i grillini nelle votazioni hanno spesso rotto il fronte dell’opposizione, guadagnandosi l’accusa di voler ottenere in cambio qualche sedia in più. In realtà sul contratto di servizio, (l’atto che comprende gli impegni che il servizio pubblico assume a fronte dei finanziamenti), Barbara Floridia, presidente della commissione di Vigilanza Rai, del movimento 5 stelle, con l’inizio dell’esame in bozza aveva preannunciato l’arrivo ad un testo comune.
Mentre Maurizio Lupi, di Noi moderati e Antonio Nicita del Pd, avevano lavorato sugli emendamenti, e già 2 settimane fa era passato quello, voluto dalla sinistra, che faceva rientrare, tra gli obblighi Rai, la salvaguardia del giornalismo d’inchiesta.
Ieri però a seguito delle dimissioni di Nicita, (dopo aver valutato insufficienti gli emendamenti dell’opposizione ammessi,) il voto è stato contrario. Il partito di Conte ha invece ha avvalorato il testo.
“Siamo colpiti! Non si era mai vista una forza politica votare con così tanta convinzione e entusiasmo – hanno protestato i dem – un atto che escludeva gran parte delle sue proposte”.
“Nessuna sorpresa” per Fabio Fazio, l’unico a non sembrare interdetto; a prendersi invece le sue soddisfazioni è Maria Elena Boschi, chiedendo a tutti quelli che hanno detto per un anno che Italia Viva era la stampella della maggioranza, e che Conte era il paladino della sinistra, “oggi dove siete?“.
Per Maurizio Lupi gli emendamenti dell’opposizione ammessi (45 su 80) andavano considerati sufficienti. “Il Pd sa benissimo lo sforzo enorme che è stato fatto per migliorare l’emendamento“, ha affermato il capogruppo M5S in Vigilanza, Dario Carotenuto, lasciando intendere che non sia il miglior parere che si potesse scrivere.
“Non accettiamo nessuna lezione dal Pd – affermano i 5 stelle – la smettano con questi giochini. Da considerare invece che il partito di Schlein si ritrova unito a quello di Renzi in questa ambigua levata di scudi. Senza dimenticare che nel 2015, quest’ultimo, all’epoca segretario dem, introdusse la riforma della governance Rai. Oggi invece il Pd protesta per qualche strapuntino perso? Almeno ci risparmiassero l’ipocrisia”.
Presto il contratto di servizio Rai potrà essere chiuso e si passerà al piano industriale; nel frattempo per 3 giorni, a partire da oggi, i giornalisti della Tgr ritireranno le firme per protesta nei confronti di qualche nomina…
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