E’ di qualche giorno fa la notizia dellosciopero della fame di Giachettiche chiede che venga trovata una soluzione all’interno della Commissione di Vigilanza Rai dove non si riesce a trovare una presidenza, secondo lui c’è un vero e proprio sequestro da parte della maggioranza. Così da circa 12 giorni il deputato di Italia Viva sta facendo lo sciopero della fame e adesso ha deciso anche di ammanettarsi in aula.
“Contro il sequestro della Commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete“, ha spiegato il deputato. Secondo lui si deve trovare urgentemente una soluzione:“Al dodicesimo giorno di sciopero della fame per chiedere il ritorno alla legalità, sbloccando la paralisi e il sequestro della Commissione Vigilanza Rai,nella maggioranza nessuno ha ritenuto di dover dare qualsiasi segnale, se non preoccuparsi per la mia salute.Invece di preoccuparsi per la mia salute, sarebbe utile che tutti ci occupassimo della salute della democrazia.Ho allora deciso di non abbandonare questo luogo finché non ci sarà un pubblico impegno da parte della maggioranza di garantire il numero legale nella prossima convocazione della Commissione Vigilanza Rai”.
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CosìGiachettisi è ammanettato fin quando non verrà sbloccata questa situazione di stallo, su cui anche la presidente Floridia più volte ha invitato ad intervenire.
“Contro il sequestro della commissione Vigilanza Rai da parte della maggioranza, mi autosequestro nella casa della democrazia e passo da questo momento allo sciopero della fame a quello della sete”. A protestare è il deputato di Italia Viva Roberto Giachetti in un intervento…pic.twitter.com/R0LzxRoB7p
— Adnkronos (@Adnkronos)May 15, 2026
Lo sciopero di Roberto Giachetti per la commissione di Vigilanza Rai
Roberto Giachetti, deputato diItalia Vivae storico esponente dell’area radicale, ha iniziato un nuovo sciopero della fame – il trentesimo della sua carriera politica – per denunciare la paralisi della Commissione parlamentare diVigilanza Rai, ferma da quasi due anni. Dal 5 maggio si alimenta solo con tre cappuccini al giorno e acqua, seguendo la tradizione pannelliana.
PerGiachetti, il blocco della Vigilanza non è una questione tecnica ma un rischio per la democrazia: l’assenza dell’unico organo di controllo affidato anche alle opposizioni, unita al peso mediatico del centrodestra su Mediaset,equivarrebbe a un’“occupazione militare” della Raiin un periodo cruciale di appuntamenti elettorali. Accusa la maggioranza di non riuscire a trovare un nome condiviso per la presidenza, ignorando perfino il richiamo del presidente Mattarella.
Le opposizioni si sono compattate sulla protesta, mentreGiachetti chiede tre cose: sbloccare la Commissione, eleggere il presidente e riaprire il percorso di riforma della governance Rai, in linea con il Media Freedom Act europeo.
Lo sciopero della fame, per lui, è uno strumento politico e morale: Giachetti in passato ha subito gravi conseguenze fisiche, ma resta convinto dell’efficacia di questa forma di lotta.
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