Pucci si ritira da Sanremo, Meloni gli esprime solidarietà e punta il dito verso la sinistra che controbatte

Il ritiro da Sanremo di Andrea Pucci sta dividendo la politica tanto che anche il premier Meloni si è scomodata a commentare la vicenda

5 Min di lettura

Poco fa Andrea Pucci ha annunciato che non sarà più a Sanremo come co- conduttore. A seguito delle polemiche che ci sono state, dopo l’annuncio di Carlo Conti, il comico ha deciso di fare un passo indietro. In questi giorni ha ricevuto, insieme alla sua famiglia, una serie di insulti ed è stato anche oggetto di epiteti come ‘omofobo’, ‘razzista’, e ‘fascista’. Poco dopo è arrivato il commento del Presidente del consiglio che ha puntato il dito verso la sinistra.

In un momento storico politico in cui il Premier è molto impegnato, trova comunque il tempo di commentare una vicenda legata al mondo dello spettacolo. E a chi dice che quest’anno Sanremo ha perso appeal, questa attenzione mediatica, data anche dalla politica, dimostra tutt’altro.

Andrea Pucci fuori da Sanremo, il commento di Meloni

“Fa riflettere che nel 2026 un artista debba sentirsi costretto a rinunciare a fare il suo lavoro a causa del clima di intimidazione e di odio che si è creato attorno a lui. Esprimo solidarietà ad Andrea Pucci, che ha deciso di rinunciare a Sanremo a causa delle offese e delle minacce rivolte a lui e alla sua famiglia”, così Giorgia Meloni prontamente commenta la vicenda.

“È inaccettabile che la pressione ideologica arrivi al punto da spingere qualcuno a rinunciare a salire su un palco. Ma anche questo racconta il doppiopesismo della sinistra, che considera “sacra” la satira (insulti compresi) quando è rivolta verso i propri avversari, ma invoca la censura contro coloro che dicono cose che la sinistra stessa non condivide. La deriva illiberale della sinistra in Italia sta diventando spaventosa”, sebbene in Italia ci sia una maggioranza di centro destra.

Andrea Pucci fuori da Sanremo, i commenti degli altri politici di destra

Anche Francesco Filini, deputato Fdi, commenta la vicenda che ha colpito il comico: “Sono vergognose le minacce ad Andrea Pucci e alla sua famiglia al punto da costringerlo a rinunciare alla sua partecipazione a Sanremo. Ormai è chiaro, se non sei di sinistra non puoi fare il comico e la satira è ammessa soltanto se ammaestrata a colpire la destra. Altrimenti vieni insultato, minacciato e denigrato come è successo a Pucci, a cui va tutta la nostra solidarietà”.

Luca Toccalini, deputato della Lega, muove pesanti accuse: “Pucci rinuncia a Sanremo dopo le minacce a lui e alla sua famiglia. Ancora una volta un atteggiamento neo nazista da parte della sinistra: o la pensi come loro o devi essere isolato, zittito e punito. Solidarietà ad Andrea Pucci, artista libero”.

E non poteva mancare il commento di Matteo Salvini: “Io sto con Andrea Pucci. Evviva la libertà di pensiero, di parola e di sorriso”.

Andrea Pucci, il commento della sinistra sulla vicenda: “A Sanremo a fare la comica dovrebbe andare proprio Giorgia Meloni”

Dopo le pesanti accuse da parte di Giorgia Meloni, ad intervenire è la rappresentanza M5s della Vigilanza Rai: “Pucci rinuncia alla co-conduzione di Sanremo e parte immediatamente l’allarme democratico. Giorgia Meloni lancia allarme rosso parlando di intimidazione, odio e addirittura di spaventosa deriva illiberale. Mancava solo l’appello al Consiglio di Sicurezza dell’Onu per difendere il diritto universale alla battuta sul suocero e alla barzelletta sugli stereotipi anni Novanta“.

Quindi si sottolinea: “Per Meloni il problema non sono le guerre e le bollette alle stelle, ma Pucci a Sanremo. Pucci poteva restare, andarsene o presentare pure l’Eurovision: il problema non è che sia di destra. Il problema è che fa una comicità triste, stanca, incastrata in cliché che sembrano usciti da una videocassetta dimenticata nel 1997″.

Poi l’ironica soluzione: “Comunque in pieno spirito di collaborazione suggeriamo a Giorgia Meloni una soluzione. Per sostituire Pucci si potrebbe chiamare direttamente il direttore di Rai Sport Petrecca. Considerando la collezione di gaffe, lapsus e momenti surreali, rischierebbe seriamente di risultare il segmento più comico dell’intero Festival, senza nemmeno provarci. O potrebbero mandarci Beatrice Venezi, che alla Fenice non vuole nessuno e che magari potrebbe dilettarsi all’Ariston. Ma forse a Sanremo a fare la comica dovrebbe andare proprio Giorgia Meloni“.

Dunque, la polemica divide la politica e se da una parte c’è chi chiede alla Rai di convincere Pucci a ripensarci, dall’altra c’è chi festeggia ritenendo che sia meglio non far arrivare all’Ariston un certo tipo di comicità.

© Riproduzione riservata

TAGGED:
Condividi questo Articolo
consorzio arcale

Avvertenza legale sulle immagini

Alcune delle immagini pubblicate all’interno di questa testata giornalistica sono tratte da fonti online liberamente accessibili. Tali immagini non sono in alcun modo utilizzate per finalità commerciali e i relativi diritti restano di esclusiva titolarità dei rispettivi aventi diritto.

Nonostante le verifiche preventive effettuate dagli autori (incluse, a titolo esemplificativo, l’analisi di metadati, Exif, watermark, loghi o altri segni distintivi), qualora la pubblicazione di un contenuto grafico dovesse risultare lesiva di diritti di proprietà intellettuale o di altri diritti soggettivi, la redazione, su richiesta del titolare, si impegna a rimuoverlo immediatamente o, ove richiesto, a indicarne correttamente l’attribuzione.

Eventuali segnalazioni possono essere inoltrate all’indirizzo e-mail: proprietaintellettuale@ildifforme.it.

In caso di accertata violazione, la redazione adotterà senza indugio ogni misura necessaria alla cessazione della stessa.